Piccola vittoria

Emanate , seppur in articulo mortis, le linee guida della legge 40 sulla ( o meglio contro ) la fecondazione assistita.

Prendendo atto dei ripetuti pronunciamenti giuridici sull’illiceità del divieto della diagnosi preimpianto, odiosa misura discriminatoria, il testo odierno rimuove questo veto permettendo anche alle coppie con uno dei componenti affetto da malattia infettiva ( come, ad esempio l’AIDS ) di accedere alle tecniche riproduttive alternative.

Si tratta solo di un piccolo risarcimento per dei cittadini costretti a subire sulla propria pelle gli effetti nefasti di una normativa lesiva dell’umana dignità.

Perchè se è vero che una ferita aperta è stata sanata, l’intero castello malefico della legge in questione rimane in piedi sin quando qualcuno tenterà di nuovo l’impresa di cancellare il maleficio.

Restano, infatti, vigenti le anacronistiche proibizioni di ricerca sulle cellule staminali embrionali, di congelamento degli embrioni , di fecondazione eterologa…

Una bandiera da riprendere in mano anche considerando i pessimi risultati elettorali che hanno premiato gli estensori della legge, ma anche severamente punito coloro che hanno condotto con troppa poca convinzione la battaglia referendaria contro la stessa.

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