Quei bravi ragazzi…

Abbiamo avuto , finalmente, la controprova del carattere criminogeno ed intellettualmente disonesto di magna pars del giornalismo nostrano.

Il tragico episodio del ragazzo di Verona ridotto in fin di vita, per un futilissimo motivo, da una squadraccia di italianissimi picchiatori, verrà accantonato presto, magari appiccicando sugli autori del misfatto qualche bella etichetta tanto utile a deresponsabilizzare la collettività.

Molto più comodo perseguire , scientemente?, quella strategia inarrestabile consistente nel veicolare stereotipi razzisti e pulsioni forcaiole con l’insistere ripetuto sul carattere “etnico” di uno stupro piuttosto che di una rapina cruenta.

E a poco varrebbe invocare  il diritto ad informare i cittadini venendo incontro alle loro “necessità”.

Perchè pochi potrebbero fare a meno di rimarcare il ruolo eminentemente politico svolto dall’informazione con il suo potere di condizionare la pubblica opinione anche in sede elettorale accentuando un determinato problema nella maniera emergenziale ed allarmistica che abbiamo appreso a conoscere.

Insomma, se uno stupro a Roma per mano straniera è stato sufficiente a rovesciare la locale maggioranza di Governo , un fattaccio equiparabile perpetrato da qualche connazionale non avrebbe ugual peso.

Quindi, oltre alla scorciatoia xenofoba l’altro rischio incombente è quello della sottovalutazione della criminalità autoctona che ha dato , negli ultimi anni, impressionanti prove di forza, perfino fuori dai confini patrii.

E non se ne avvertiva davvero la necessità…

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One Comment on “Quei bravi ragazzi…”

  1. Ilaria G. Says:

    ” Insomma, se uno stupro a Roma per mano straniera è stato sufficiente a rovesciare la locale maggioranza di Governo ”

    Giustissimo… la criminalità interna viene sempre sottovalutata, quando in realtà è la più infettiva e trasmissibile dato che non si basa affatto sulle effettive necessità del momento ma su una violenza a base ideologica che, si sa, si estende velocemente a grandi masse…


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