Bentornato, Prof !

A lungo silente dopo l’esperienza governativa al dicastero della Difesa e la mancata ricandidatura alle ultime elezioni, quasi una sorta di castigo per l’appoggio incondizionato all’ operazione irakena e per l’eterodossia delle proprie teorie economiche, il Professor Martino torna a farsi sentire tuonando alla sua maniera contro i primi passi del Berlusconi-quater in tema di economia.

Lo fa con la verve dei tempi migliori che lo fece conoscere come brillante polemista autenticamente friedmanian-liberista in un paese popolato da mandrie di keynesiani allo stato brado.

Dopo aver meritoriamente richiamato alle proprie responsabilità il fallimentare Esecutivo Prodi, ultimo di una serie di governi dominati dall’ossessione del Deficit and spending, ( nonostante i tentativi di invertire la rotta ) fonte primaria del dissesto ormai avvertibile in ogni campo della società , il Prof fa le pulci ai primi atti del nuovo corso berlusconiano.

L’Analisi è, come ci si poteva attendere, impietosa ed i motivi non mancano di certo…

Si va dalla bizzarria tutta tremontiana denominata Robin tax, dove si cerca di gabellare per provvedimento di equità fiscale una serie di balzelli che si riverbereranno , more solito, sugli ignari ed impotenti contribuenti comuni allo scandaloso balletto Alitalia con il suo portato di quattrini pompati, a mo di idrovora dal pubblico erario, e finalizzati all’ennesimo salvataggio di stato.

Senza dimenticare l’ignomigna di soldati costretti a vigilare sulla sicurezza dei siti identificati come discariche per la montagna di monnezza campana: non certo un modo di valorizzarne la funzione…

Memorabile la chiusa del pezzo, apparso sul sito dell’ Istituto Bruno Leoni.

“L’Italia non ha bisogno di un governo che gestisca l’esistente – è l’esistente la causa del nostro declino – l’Italia vuole ed ha chiesto in modo inequivocabile un cambiamento, una inversione di rotta. Se questo governo non si affretta a darcela rischia di incappare nel profondo disprezzo degli Italiani di oggi e di quelli che verranno.”.

Lapidario.

Difficile dissentire, non fosse altro perchè il disprezzo è già chiaramente avvertibile.

Di seguito il link dell’articolo :

http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=6823

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