La guerra privata del soldato Giovanardi

Lo ricordavamo per quella geniale trovata di far stampare manifesti nei quali , sobriamente, si equiparavano i sostenitori del referendum anti-Legge 40 alle camicie brune naziste.

“Anche loro voterebbero sì al referendum” : queste erano le alate parole che imbrattavano quei fogliacci, a testimonianza imperitura del livello mentale degli autori di simile capolavoro.

Oggi Carlo Giovanardi, abile a fiutare il vento che tirava, si ritrova , per meriti di corrente, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con deleghe alla Famiglia ed alla Lotta contro la droga.

Difficile immaginare iattura peggiore…

Tant’è che il sanguigno parlamentare emiliano si è messo di buzzo buono a delineare alcune delle priorità che intende affrontare dall’alta poltrona di cotanto officio.

Non abbiamo fatto in tempo a metabolizzare la pubblicazione, assai tardiva invero, delle linee guida sulla già ricordata Legge 40 che consentivano, rendendo applicative diverse sentenze della Magistratura, la diagnosi preimpianto degli embrioni, ed ecco che , in spregio a qualsiasi buon senso giuridico , il nostro decide di impegolarsi in uno spinoso conflitto di competenze annunciando la volontà di ristabilire il precedente status quo.

Lo fa con la spudoratezza di chiamare in causa l’esito referendario a testimone dell’approvazione popolare della legge.

Sappiamo tutti come quella vicenda fu gestita truffaldinamente consentendo alle organizzazioni di uno Stato estero di invitare il corpo elettorale all’astensione, per il fondato timore di perdere la consultazione.

In effetti i dati indicavano come una grande maggioranza di italiani respingesse una legge illiberale ed intollerante : spiace constatare una sì grande amnesia in un rappresentante autorevole del nuovo Esecutivo…

A completare la frittata arriva, per bocca dello stesso personaggio, una paternale in tema di tossicodipendenze come se per risolvere questo tragico problema bastassero le minacce di carcere e ricovero coatto in qualche comunità, il tutto condito dalla mancanza assoluta di qualsiasi politica di prevenzione e governo del flagello.

Affidiamoci alla speranza che il tutto sia seppellito dal  destino riservato a consimili rodomontate e grida manzoniane.

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