That’s amore

Deus est caritas…
Per molti, ma non per tutti, evidentemente.
Non per il Vescovo di Viterbo che ha negato il matrimonio religioso ad un giovane per una colpa gravissima : l’impotenza a procreare , causa un drammatico incidente automobilistico.
Una manifestazione di materialismo nauseante che dovrebbe far ribrezzo ad ogni spirito autenticamente religioso, ammesso esista ancora.
Perchè il frastuono della grancassa questuante e disumanizzante ha reso un deserto quella che, magniloquentemente, suole essere definita civiltà cristiana.
Un piccolo monito che ci sentiremmo di suggerire al non umile Pastore e che non dovrebbe suonargli estraneo : Non vogliate giudicare…

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6 Risposte to “That’s amore”

  1. Sono di Viterbo e conosco (anche se non direttamente) la coppia in questione. Ci sono nel suo post omissioni e una lettura distorta dei fatti.
    Il prete che avrebbe dovuto sposare i due ragazzi non se l’è sentita di celebrare le nozze poichè, dato il grave incidente occorso e il fatto che le condizioni del giovane non si erano ancora stabilizzate (non si sapeva ancora se sarebbe stato impotente a procreare e se avrebbe mai più camminato), non poteva esserci la completa consapevolezza da parte degli sposi della loro condizione. Questo è un requisito fondamentale perchè due persone possano scambiarsi voti così importanti.
    Il sacerdote ha solo rimandato le nozze in attesa che la situazione si fosse stabilizzata e i giovani si fossero resi pienamente conto della nuova condizione della loro coppia.
    Dato il legame fortissimo dei due quasi sicuramente si sposeranno comunque, ma altrettanto certamente lo faranno in maniera più consapevole.

    Ho letto molte sue letture altrettante distorte di fatti riguardanti la Chiesa su questo blog. La maggior parte deriva dalla semplice ignoranza dei fatti, magari riferite da fonti che molto spesso non riescono comprendere i motivi per cui vengono prese delle decisioni piuttosto che altre. Da lì il passo è breve a criticare la Chiesa in base a schemi di pensiero che non la vogliono capire.

    Per il resto mi sembra almeno curioso che inviti a non giudicare quando lei lo ha appena fatto… e anche nel modo più superficiale. Vista la maniera pesantemente perornata e gratuitamente magniloquente con cui esprime i suoi giudizi, che a me sa tanto di retorica e molto poco di fatti.
    Mi auguro (anche per lei) che in futuro lasci almeno uno spazio al dubbio.

    Ciao Ciao

  2. lafayette70 Says:

    ebbene sì…così avrei peccato in omissioni e bla bla bla..
    Cosa vuol dire la “completa consapevolezza della loro condizione”?
    Ma si rende conto della enorme castroneria che va propalando?
    E chi è lei o il Vescovo per decidere se due persone siano degne o meno di convolare a nozze?
    Mediti e rifletta ..e si ricordi che la superbia è un peccato capitale che mena direttamente tra i dannati !

  3. Conosce la coppia e non sa che si sono già sposati?

  4. Intendevo sposati in chiesa…. Alla fine si sono comunque sposati in comune perchè ciò che gli premeva era rispettare una data che avevano deciso da tempo. Non conosco poi il finale della questione.

    Al di là del credere o meno alla Chiesa Cattolica direi che è quantomeno normale che se si voglia sposare con rito religioso cattolico si debba rispettare ciò che è alla base dello stesso.
    Altrimenti ci si sposa in comune (con le regole e le leggi dello stato di appartenenza), con rito Hippie o con qualsivoglia altra formalizzazione del voto.

    Quindi, studiando io il Diritto Canonico ed avendo quindi dedicato la mia vita anche allo studio delle leggi e delle regole da rispettare nel matrimonio cattolico le posso dire che, al di là che siano condivisibili o meno, ci sono dei presupposti da rispettare. Uno di questi e che si cerchi di comprendere fino in fondo a cosa si va in contro, è un legame che deve durare una vita. L’amore più passionale può non reggere ad una disgrazia tale da cambiare improvvisamente le carte in gioco. Dire “lo voglio” di fronte all’altare non è un giochino da niente, ci si cambia la vita, e per farlo con serenità si deve almeno cercare di conoscere a fondo la persona che si vuole sposare, si devono evitare cose fatte per fretta o passione momentanea.
    Esempio (… e quanti ne ho sentiti di simili): i due si sposano, si scopre che il ragazzo non si alzerà più dalla sedia e non può procreare. Nel tempo questo provoca un deterioramento del rapporto e magari la ragazza non riesce a reggere la situazione. Come finale abbiamo o un divorzio, oppure un rapporto poco sincero, tirato avanti perchè ormai si è fatto. Una famiglia senza amore. Oppure andrà tutto bene, perchè spesso l’Amore non conosce questi limiti.

    Perchè quindi non aspettare un poco e vedere se il rapporto sarà solido e sincero anche nella nuova situazione (…e glielo auguro di cuore) oppure se l’incidente ha portato a galla dei limiti nel loro rapporto per cui sarebbe meglio non sposarsi? Cosa costa un po’ di prudenza per un passo così importante?

    Naturalmente per sposarsi in comune non c’è bisogno di questo, è un contratto che si può recidere. Probabilmente in altre codificazioni ci sono altri usi. In generale se ci si vuole sposare in Chiesa si deve almeno dar fede al Vescovo che esprime le regole della stessa. Altrimenti c’è poco da discutere. Se non accettate qusto modo di pensare nessuno
    vi costringere o cerca di convincervi del contrario. Tantomeno io.

    Peri il resto lei mi accusi di qualsiasi peccato grave o mortale
    che voglia. Io parlo di ciò che conosco e cerco di non andare oltre a giudicare sistemi di pensiero che non conosco. L’analisi dei miei errori in vita la lasci, per favore, alla mia coscienza e al mio Vescovo a cui riconosco competenza in materia.

    Non scrivo per convincere voi di qualcosa, scrivo per mostrare il punto di vista di un cristiano per giudicare in questo caso la decisione della Curia. E dare la possibiltà di un confronto fra idee a chi passa in questo post.

    Ciao ciao

  5. gulliverstravels Says:

    Premetto di essere ateo.
    Caro\a lafayette70 sono costretto a dare ragione a lenz.
    I due possono sposarsi in comune.
    Quando ci si accosta alla fede e si entra nella comunità cattolica si deve sottostare alle sue regole.
    Se le regole non ci aggradano non si è obbligati a restarci.

    Personalmente non credo, delle regole che si danno i credenti non me ne può fregare di meno, mi interessano molto di più le norme dello Stato in cui vivo e lo Stato in cui vivo consente di sposarsi a impotenti, mutilati e quant’altro.
    Sarebbe bello che dia la possibilità anche agli omosessuali di firmare un contratto di matrimonio riconosciuto… chissà.

  6. lafayette70 Says:

    Grazie per l’urbanità del commento.
    Sì, potrebbe essere vero quello che scrivi…
    Ma che miseria, che dogmatismo arcigno, che mancanza di umanità da parte di coloro che si proclamano quali depositari del messaggio d’amore cristiano.
    Un grande cristiano del passato (seppur giansenista) Blaise Pascal diceva : “Il Cuore conosce ragioni che la Ragione non conosce”.
    Perfettamente adatta alla circostanza, mi pare…

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