Un Presidente alla sbarra

La Giustizia internazionale, di solito colpevolmente inerte verso boia e tirannelli in giro per il mondo sembrerebbe seriamente intenzionata a fare sul serio sullo spaventoso dramma vissuto dalla regione sudanese del Darfur
Fonti ONU danno per certa l‘intenzione del Procuratore Generale della CPI (Corte Penale Internazionale), Luis Moreno Ocampo, di spiccare un mandato di cattura internazionale nei confronti del Presidente sudanese Omar al Bashir con la pesantissima imputazione di “crimini contro l’umanità” e “genocidio” nel Darfur, dove oltre due milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e diverse centinaia di migliaia hanno trovato la morte per mano delle famigerate milizie paramilitari del regime “Janjawid”( Diavoli a cavallo) e degli stenti e le privazioni a cui sono state sottoposte dal Governo di Khartoum.
La notizia, clamorosa, dell’incriminazione di un Capo di stato ( sarebbe il terzo dopo i casi di Milosevic e del Presidente liberiano Charles Taylor) non giunge , tuttavia, totalmente inattesa visto che lo stesso Procuratore, in’un intervista di qualche mese orsono, apparsa su “Le Monde”, aveva ribadito l’intenzione di “andare fino in fondo”.
Peraltro, il Presidente sudanese andrebbe, in questo modo, a condividere la sorte di altri dignitari sudanesi, nonchè suoi stretti collaboratori, nella fattispecie il Ministro delegato agli “Affari Umanitari” ( sic!), Ahmed Haroun e Alì Kushayb, uno dei capi della milizia Janjawid.
Ad asseverare le indiscrezioni, l’intervento di Ocampo di fronte al consiglio di Sicurezza ONU, lo scorso 5 giugno, che accusava pesantemente il sistema di potere del paese africano : “ Per pianificare e commettere crimini di tale fatta, su questa scala, su un periodo tanto lungo, questi criminali hanno dovuto mobilitare e coordinare tutto l’apparato statale, dai servizi di sicurezza ai servizi di informazione passando per il sistema giudiziario.La Dissimulazione dei crimini, da parte delle autorità sudanesi, è caratteristica di un regime criminale che ricorda il Ruanda e la ex-Jugoslavia…”
Ha rincarato la dose, da parte sua, Richard Dicker, direttore del Dipartimento di giustizia internazionale nell’ambito di Human Rights Watch , organizzazione che reclamava l’incriminazione del massimo dirigente sudanese dal lontano 2005 : “La richiesta di arresto per Omar al Bashir sarebbe un passo significativo contro l’impunità in Darfur e invierebbe il messaggio che nessuno è al di sopra della legge, nemmeno un Capo di Stato.”
Il Procuratore Ocampo aveva denunciato , per lunghi mesi, la insufficiente collaborazione delle grandi organizzazioni internazionali.
Qualcosa, tuttavia, si è mossa negli ultimi mesi : il Consiglio di Sicurezza ONU ha lamentato la scarsa cooperazione del Governo sudanese mentre l’Unione Europea, per parte sua, ha minacciato il Sudan di sanzioni.
Il Provvedimento dovrebbe essere reso noto nella giornata simbolica del 14 luglio, anniversario di libertà , fonte primaria dei diritti umani imprescrittibili.
Non stupisce la quasi totale assenza e la scarsa solerzia di molta stampa nazionale ad altro appassionata in questa calda e ottundente stagione estiva.

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