Chi la fa, l’aspetti…

Ora Berlusconi, dopo aver blandito la Magistratura italiana, con la totale rinuncia alle riforme mascherata malamente da una improduttiva guerra di parole e da improvvide leggi ad personas ( perlomeno tali appaiono a non minima parte dell’opinione pubblica), si ritrova fra le mani la patata bollente di una nuova, incombente, Tangentopoli.

Con quel che ne consegue : azzeramento di classi dirigenti locali e , più in là, nazionali con conseguente commissariamento della politica, manco fossimo precipitati nella Francia del 1793, all’epoca del Tribunale Rivoluzionario e del Comitato di Salute Pubblica.

 Che i lestofanti debbano essere assicurati alla giustizia ed espiare il fio delle proprie malefatte nulla quaestio, ma che un potere il quale, nel bene e nel male ed in maniera magari truffaldina, deve la sua legittimità al voto popolare non può essere cancellato  d’amblè, con arresti nottetempo.

Si tratta, come noto , di materia controversa e ci troviamo a scontare tutte le deficienze di una cultura autenticamente garantista per tutti, potenti e no.

Perchè era possibile procedere a riforme epocali quali la limitazione della carcerazione preventiva, la separazione delle carriere dei magistrati, la riforma del meccanismo elettorale del CSM, l’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale e degli incarichi extragiudiziari oltre ad una piena applicazione del principio della responsabilità civile, plebiscitato, in illo tempore, per via referendaria.

Era possibile, ma non si è fatto.

Si è preferito il piccolo cabottaggio, i cavilli pro domo nostra, il sabotaggio di qualsiasi iniziativa di riforma .

Come dimenticare il “Non andate a votare :sono referendum comunisti !” con il quale l’attuale inquilino di Palazzo Chigi preferì la comoda via dell’insabbiamento alimentando la deresponsabilizzazione di massa ed l’universale discredito della politica.

Perfettamente inutile ora fare la voce grossa, urlare al complotto, strapparsi i capelli a buoi fuggiti dalla stalla.

Sarebbe stato necessario battersi per la legalizzazione del sistema in luogo di servirsene per i propri scopi.

Ma questa sarebbe stata materia per statisti: esattamente ciò che è venuto a mancare in Italia.

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4 Risposte to “Chi la fa, l’aspetti…”

  1. Io non so se Berlusconi ha insabbiato le riforme in materia di giustizia,non sono così approfondito in materia,però mi sembra che sia stato il primo a sollevare il coperchio ad un pentolone che bolliva e male da troppo tempo. Le riforme ha provato a farle, almeno quella sulla separazione delle carriere è stato uno dei suoi cavalli di battaglia. Ora sostenere che sono fallite per colpa di chi ci ha almeno provato, mi sembra capzioso. O forse era meglio se si faceva mettere in galera? Così come per primo ha sollevato il problema pensioni,tasse e parametri di Mastrict. Tutti argomenti che la politica non vuole affrontare, troppo complessi e il Berlusca diventa un brutto esempio per chi vuole che nulla cambi.

  2. lafayette70 Says:

    Commento assolutamente in buona fede.
    Sommessamente ritorno su un passo del mio pezzo laddove facevo riferimento all'”insabbiamento”.
    Ebbene , nell’oramai lontano 1999 i radicali proposero un pacchetto referendario nel quale comparivano diversi quesiti in tema di giustizia.
    Fra le materie da sottoporre al voto popolare vi erano precisamente : la riforma del CSM, la responsabilità civile dei giudici, e la separazione delle carriere dei magistrati.
    Ecco il prospetto di quello sfortunato voto :

    Elezione del Consiglio Superiore della Magistratura [modifica]
    Abolizione del voto di lista per l’elezione dei membri togati del CSM.

    totale percentuale (%)
    Iscritti alle liste 49 067 694
    Votanti 15 634 781 31,90 (su n. elettori) Quorum non raggiunto
    Voti validi 12 930 715 82,70 (su n. votanti)
    Voti nulli o schede bianche 2 704 066 17,30 (su n. votanti)
    Astenuti 33 432 913 68,10 (su n. iscritti)

    Risultati [modifica]
    Voti %
    RISPOSTA AFFERMATIVA SÌ 9 125 465 70,60%
    RISPOSTA NEGATIVA NO 3 805 250 29,40%
    bianche/nulle 2 704 066
    Totale voti validi 12 930 715 100%

    Separazione Carriere Magistrati [modifica]
    Separazione netta della carriera di un magistrato pubblico ministero da quella di un giudice. Promosso da Radicali, SDI e PRI.

    totale percentuale (%)
    Iscritti alle liste 49 067 694
    Votanti 15 681 225 32,00 (su n. elettori) Quorum non raggiunto
    Voti validi 13 387 954 85,40 (su n. votanti)
    Voti nulli o schede bianche 2 293 271 14,60 (su n. votanti)
    Astenuti 33 386 469 68,00 (su n. iscritti)

    Risultati [modifica]
    Voti %
    RISPOSTA AFFERMATIVA SÌ 9 237 713 69,00%
    RISPOSTA NEGATIVA NO 4 150 241 31,00%
    bianche/nulle 2 293 271
    Totale voti validi 13 387 954 100%

    Incarichi Extragiudiziali [modifica]
    Abolizione della possibilità per i magistrati di assumere incarichi al di fuori delle loro attività giudiziarie.

    totale percentuale (%)
    Iscritti alle liste 49 067 694
    Votanti 15 696 528 32,00 (su n. elettori) Quorum non raggiunto
    Voti validi 13 561 179 86,40 (su n. votanti)
    Voti nulli o schede bianche 2 135 349 13,60 (su n. votanti)
    Astenuti 33 371 166 68,00 (su n. iscritti)

    Risultati [modifica]
    Voti %
    RISPOSTA AFFERMATIVA SÌ 10 200 692 75,20%
    RISPOSTA NEGATIVA NO 3 360 487 24,80%
    bianche/nulle 2 135 349
    Totale voti validi 13 561 179 100%

    Purtroppo il leader dell’attuale Governo, allora in ascesa in tutti i sondaggi, preferì il “ghe pensi mi”, invitando il suo elettorato ad astenersi da questi referendum etichettati come comunisti.
    Come detto, le consegueze le pagherà lui, ma anche noi.
    Non esiste cosa peggiore che deludere le aspettative suscitate.
    Grazie per aver commentato.

  3. Come può un voto popolare (che è abituato alle nomination da Grande Fratello) avere idee chiare su:
    – riforma del CSM;
    – responsabilità civile dei giudici;
    – separazione delle carriere dei magistrati.

  4. lafayette70 Says:

    Constatazione non peregrina.
    Gran parte di ciò è derivato dalla colpevole inerzia delle classi dirigenti anche di quelle che hanno cavalcato l’ansia di novità e di riforma che si è venuta affievolendo nel corso degli ultimi anni.
    Magari quando si inizierà ad insegnare sul serio la Costituzione (formale, non quella materiale) in questo paese, qualcosa potrebbe cambiare e un po’ d’informazione e di cultura giuridica si farebbe strada.
    Sono materie delicate e di non facile comprensione, soprattutto se le si continua a semplificare con posizioni partigiane ed a utilizzarle per il proprio tornaconto.
    Se ben informato, tuttavia, credo che il corpo elettorale potrebbe pronunciarsi anche su questi come su altri temi.
    D’Altronde il popolo è sovrano non solo quando ci fa comodo…

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