Colpevole d’innocenza

Per una volta l’abusata immagine del fedele servitore dello Stato aveva trovato una degna rappresentazione.

Naturalmente, ciò ha comportato la brutale rimozione dello stesso e senza nemmeno il beau jeste all’insegna del “promoveatur ut amoveatur”.

In un emendamento ad hoc al decreto legge fiscale, la Maggioranza di Governo ha infatti deciso di liberarsi dei preziosi servigi dell'(ex)Presidente dell’Autorithy sull’Energia, Alessandro Ortis.

La Decisione ha provocato una giusta indignazione e la protesta di un coro bipartisan di personalità politiche ed economisti.

Il Motivo di tanto zelo, mascherato sotto risibili motivazioni di ordine suntuario ed organizzativo ( le nuove competenze in materia di nucleare ed alcuni irrilevanti risparmi di spesa), è presto spiegato : basta andare a rileggersi la bella ed incisiva relazione annuale di Ortis, pronunciata appena due giorni prima della defenestrazione…

In essa veniva denunciato, per l’ennesima volta, lo scandalo di un colosso energetico nostrano, l’ENI, giusto per fare il nome, che si oppone ferocemente a qualsiasi ipotesi di separazione tra rete di distribuzione e di produzione del gas , condizione preliminare per la liberalizzazione di un mercato asfissiato dal monopolio statale e per il conseguente calo delle tariffe, esigenza, questa, mai come ora avvertita dagli italiani tutti.

Come non bastasse, Ortis si era permesso di esprimere delle censure fondatissime, a parere di molti, sulla cosiddetta Robin Tax, provvedimento  destinato a combattere i mega-profitti delle companies energetiche ed assicurative, a detta del proponente, mero espediente populistico destinato a riverberarsi sui consumatori finali per gli altri.

La Critica dei poteri forti , la denuncia delle logiche dirigiste del sistema Italia, indipendentemente dagli Esecutivi del momento, ha comportato la giubilazione di un funzionario competente ed alacre colpevole, agli occhi dei padroni del vapore, di aver mostrato ai sudditi la nudità del monarca.

Davvero non si avvertiva l’esigenza di un atto tanto improvvido e sconsiderato…

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