Ballo in Maschera

Capita, assai spesso, di questi tempi, oltrepassare il limite del buongusto e della disonestà intellettuale.

Capita, a maggior ragione nella morta gora della politica istituzionalizzata italiana dove ogni distinzione tra i due autonominatisi schieramenti guardiani della Costituzione assume i toni insopportabili della commedia , della pastetta peraltro mal recitate da un cast di filodrammatici di infimo livello.

In provincia, poi, questa sensazione viene asseverata da una mole impressionante di atti, di decisioni, di provvedimenti legislativi, di posizioni dettate dalla convenienza del momento.

Prendiamo il Comune di Lecce, a mo’ di esempio.

Eletto trionfalmente Sindaco l’anno passato in rappresentanza del centro-destra  il giovane Paolo Perrone, dopo aver subito le paternali dell’Arcivescovo della Città, Monsignor Ruppi, che lo invitava reiteratamente a collaborare, in maniera fattiva, ai lavori di restauro del locale Campanile, pregevole opera tardo-barocca dell’architetto Giuseppe Zimbalo, deve ora incassare gli strali dell’opposizione di centro-sinistra per bocca del contender sconfitto Antonio Rotundo, già parlamentare in quota DS.

Rotundo ha raccomandato al Sindaco di raccogliere prontamente e sollecitamente il “pressante monito” del porporato :con buona pace di tutti i laici salentini a cui toccherebbe mettere mano al portafoglio quando, magari, avrebbero i loro buoni motivi per pretendere eguale impegno a quelli che gestiscono chiese e sacri palazzi ermeticamente chiusi, spesso e volentieri, ai tanti turisti appassionati di arte sacra.

Ma batter cassa funziona , soprattutto ad aver tanti patrocinatori solerti.

Ulteriore controprova il milione di Euro all’uopo stanziato dalla Giunta regionale.

Potrebbe bastare…

E invece no !

Nello stesso giorno di questo bozzetto guareschiano, apprendiamo della leggina proposta  dalla infaticabile Lady di Ferro salentina , già Prima Cittadina del Capoluogo , Onorevole Adriana Poli Bortone, in favore del riconoscimento di un “marchio d’area locale” per promuovere conservazione, conoscenza e diffusione della oramai celeberrima “pizzica” attraverso opportuni centri-studi, iniziative culturali ecc ecc .

Una risposta all’ex-Segretario del PD leccese , Blasi, da sempre fautore della riscoperta delle tradizioni salentine da promuovere attraverso simili politiche di marketing .

In realtà l’ennesimo provvedimento di tutela protezionistica che mortifica quegli “istinti animali” anche da queste parti imbrigliati in un immobilismo paternalistico-corporativo che ha il sapore stantio del Ventennio, mussoliniano o brezneviano poco importa.

Così , dopo la difesa feroce del settore agro-alimentare dall’assalto dei concorrenti mediterranei arriva la pubblica mano compassionevole a supporto della cultura popolare del luogo, ripercorrendo tutte le tappe di quella vera e propria  via crucis dirigista ed antieconomica che ben conosciamo nel dipanarsi di tutto il suo nefasto percorso.

Nell’immediato il beneficio potrebbe illudere molti, ma il successivo, inevitabile disincanto procurerà un amarissimo risveglio..

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