Stato d’assedio

All’indomani del tragico attentato dell’11 settembre 2001, l’Amministrazione Bush diede un sostanziale giro di vite alle libertà civili americane spingendo il Congresso ad approvare il “Patriot Act”, da molti visto come un’intromissione arbitraria e pericolosa dello Stato nelle vite dei cittadini e come una sostanziale diminutio dei diritti sanciti, più di due secoli prima, dalla Costituzione e dagli emendamenti alla stessa.

Sembra che non sia stato necessario l’avverarsi di una simile, calamitosa evenienza perchè uno scenario alquanto simile si presentasse, mutatis mutandis , anche da queste parti.

Come, se non in questo senso, interpretare il vero e proprio festival proibizionista inaugurato quest’estate da Sindaci-sceriffi, Podestà e da qualsiasi individuo, per nostra mala sorte, investito di una qualsivoglia autorità dal popolo sovrano e gabbato?

Divieto di riunirsi in più di tre (manco nell’Iran degli Ayatollah!), divieto di fare il bagno nudi sulle spiagge dei nudisti, divieto di bere in pubblico, divieto di circolazione sulle strade interessate dalla prostituzione e via elencando un tristissimo catalogo.

Il Tentativo di “estirpare” fenomeni complessi quali la tossicodipendenza e la prostituzione con questi e simili mezzi risulta davvero patetico ed andrà incontro al meritato fallimento.

Il Problema è che molti innocenti ci andranno di mezzo e criminalità, sfruttamento, proventi cresceranno esponenzialmente e l’irresponsabilità di scelte politiche demagogiche di facile effetto sortirà l’unico effetto di far perdere tempo prezioso che potrebbe essere impiegato per mettere in campo soluzioni più efficaci quali depenalizzazioni, legalizzazioni e liberalizzazioni.

D’altronde che il male esista è una realtà, nessuno si sogna di negarlo, ma che tutto intervento debba limitarsi a fare la faccia feroce salvo dimostrare  l’impotenza manifesta di ogni Stato “forte” è , decisamente, tutt’altra questione…

Ciliegina sulla torta , la decisione di schierare l’esercito in alcune grandi città, umiliante per l’Istituzione, mortificante per le forze dell’Ordine e delegittimante per i cittadini che paiono, purtuttavia, non rendersene conto, abbagliati dalle sirene della propaganda securitarista ed efficentista di cui si fa, al momento attuale, utilizzo sovrabbondante ed intossicante.

Cosa il tutto abbia prodotto è sotto gli occhi di chi vuol vedere : l’arresto di qualche sfigato che non ha fatto in tempo a filarsela, qualche fermo e poi tutto come prima.

Una semplice operazione di cosmesi che deposita tossine nefaste in una società spappolata ed insicura : qualcuno potrebbe chiedere che la militarizzazione del territorio divenga permanente e non solo un temporaneo espediente.

Sarebbe il nostro Patriot Act, con in più la mancanza degli anticorpi democratici che negli Stati Uniti pur sopravvivono.

 L’Unica speranza, assai concreta invero, è che la cronica mancanza di risorse da parte di uno Stato vorace, spendaccione ed inetto si incarichi di sventare questa incombente minaccia.

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