Un Orco per amico

Come avevamo suggerito in un recente post https://lasentinelladellalaicita.wordpress.com/2008/08/09/georgia-on-my-mind/ il nostro Premier ha contattato l’omologo russo, nonchè caro amico, Vladimir Putin.

Non una, ma ben tre volte, hanno chiosato ambienti ben informati.

Mentre in Georgia e nella repubbliche secessioniste si continua a combattere e morire, il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, autorevole interprete del verbo berlusconiano nel mondo, ci mette a conoscenza che “è in atto una moral suasion (di Berlusconi) su Putin basata sulla fiducia personale che intercorre tra loro”.

Se riuscisse, siamo convinti , più d’uno proporrebbe i due leaders come candidati al Nobel per la Pace..

Per passare a cose serie, la situazione sul campo si aggrava di ora in ora : è in atto il tentativo scoperto, da parte di Mosca, di riprendere il controllo ferreo sul riottoso Caucaso, crocevia strategico di primaria importanza.

Tutto è stato reso possibile grazie all’azzardo del focoso ed irresponsabile Presidente georgiano, l’ultra-nazionalista Saakaschvili, che credendosi spalleggiato dalla comunità occidentale ha tentato di risolvere, a suo modo, l’annosa questione delle repubbliche pro-russe di Sud Ossezia e Abkhazia, trovandosi, invece, abbandonato ad un destino analogo a quello del predecessore Gamsakurdija, morto in circostanze misteriose nel lontano 1992.

Perchè sembra evidente l’intenzione russa di sbarazzarsi dell’incauto lanciando, così, un segnale preciso ai governanti degli altri Paesi circonvicini come le Repubbliche baltiche e l’Ucraina che tentassero di mettere i bastoni tra le ruote al sogno possibile di una ricostituzione dell’ impero russo-sovietico.

Nemmeno la Polonia e la Cechia, protagoniste del recente contenzioso sullo scudo antimissile americano, possono dirsi al sicuro ed infatti il nervosismo nelle due capitali esteuropee è piuttosto evidente, anche in considerazione dello scarso peso della tanto sbandierata solidarietà occidentale nei riguardi di un paese considerato, almeno sino a ieri, un alleato ferreo degli Stati Uniti e della NATO.

Gli stessi Stati Uniti si trovano a fare i conti con la nemesi della Guerra Fredda.

Il Disastro dell’Amministrazione Bush si misura non tanto in Irak o in Afghanistan, dove peraltro la situazione pur migliorata non è certo sotto controllo, quanto negli scricchiolii sinistri dell’alleanza di ferro in chiave antiterroristica, stipulata all’indomani dell’11 settembre.

In pochi anni l’Impero del Male si era trasformato nel partner privilegiato della lotta senza quartiere ad Al Qaeda.

Soprattutto l’Europa aveva concesso tantissimo al nuovo Zar : vantaggiosissimi contratti per la fornitura di materie prime, condannando il continente ad una miserevole servitù di cui testimonianza memoranda fu la visita del monarca in Italia non più tardi di 17 mesi fa, con dovizioso carteggio di inchini e salamelecchi da parte dei nostri rappresentanti politici e non.

Tutto accade in coincidenza di un’Olimpiade che si svolge in un altro Stato totalitario proprio come nel 1936 e proprio come allora si assiste al trionfo dello spirito di appeasement che tanto ha significato nella recente storia mondiale.

Allora pagammo con un conflitto sanguinosissimo:auguriamoci che il dio della guerra si ritenga placato con il sacrificio della piccola Georgia.

Sperare è lecito, dubitare consentito.

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