C’è qualcosa di nuovo, anzi di antico…

Quanto a Giuliano Ferrara piaccia fare il bastiancontrario e difendere anche cause indifendibili, mutuando il titolo di un memorabile libro di Walter Block, era noto da lunga pezza.

Ma che fosse capace di dedicare buona parte dell’apertura del suo quotidiano-feticcio “il Foglio” all’investitura del running-mate repubblicano spacciandolo per un evento rivoluzionario, non depone, almeno a quel che ne pensiamo noi, gran prova di acume analitico che spesso non gli manca.

Dunque, la novità sarebbe la scelta di una giovane donna antiabortista, vicina agli ambienti della destra religiosa, sostenitrice della pena di morte e del secondo emendamento, quello che consente a tutti i cittadini di possedere un’arma.

Quale sarebbe la discontinuità con il bushismo, da cui lo stesso McCain ha tentato di prendere le distanze, non si intuisce e la continuità, semmai, parrebbe la sensazione dominante.

Ma a Ferrara ed al fido Christian Rocca,che ricordiamo autore di pezzi non banali sulla realtà politica a stelle e strisce, non è parso vero potersi gettare, lancia in resta, a sostenere le scolorite e strumentali ragioni di un candidato in serie difficoltà  gabellate per l’ennesima rivoluzione conservatrice dipinta in toni messianici.

Forse solamente la spocchiosa attitudine del Presidente in pectore Obama potrebbe ridar fiato alla declinante coalizione repubblicana che raccoglieva in un singolare melting-pot cristiani evangelici, libertari e liberisti sotto le insegne di George.W.

E chissà che stavolta non sia proprio l’ex congress man repubblicano, Bob Barr, candidato del piccolo Libertarian Party, noto, sino a poco tempo fa, per il suo conservatorismo duro e puro a decretare la fine di  quell’esperimento riassunto nella formula “The Right Nation”.

Soprattutto per aver voluto dar voce a tutto lo spettro delle posizioni conservatrici, infatti, le due amministrazioni Bush hanno finito per scontentare un po’tutti.

Non è comunque detto che ciò dia la sicurezza matematica della vittoria ad un Partito Democratico che ha fatto ben pochi progressi nell’elaborazione politica dai tempi di Clinton, rimanendo inviso ad una buona fetta di popolo elettore americano.

Che sia giunto forse il momento , per gli americani, di inserire un elemento nuovo in una dialettica politica che sembra assai logorata tra i due partiti storici?

Auguriamocelo, sarebbe un elemento di novità dirompente, non necessariamente una iattura…

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