C’è poco da ridere…

Nella Russia normalizzata dal cacciatore di tigri Vladimir Putin, la libertà, si sa, diventa sempre più merce rara.

Lo testimoniano le ricorrenti esecuzioni di giornalisti scomodi per il regime, le ultime due non più tardi di due settimane fa, la morsa ferrea dello stato sull’economia russa e la censura crescente cui va incontro il mondo delle cultura non uniformata secondo, peraltro, una inveterata tradizione sovietica.

Quest’ultimo aspetto, tra i più gravi, va a braccetto con la rivalutazione della chiesa ortodossa in chiave meramente funzionale al mantenimento dell’ordine, una sorta di instrumentum regni cui i beneficiati esponenti del clero,ovviamente, non si sottraggono dall’aderire con convinzione ed entusiasmo.

Il Nazionalismo sciovinista russo ha, spesso, fatto ricorso alle prediche dei ministri del culto per cementare l’alleanza degli autocrati con il fedele popolo delle izbe: quanto il rapporto fosse stretto e quanto questa condizione fosse , tuttavia, invisa a buona parte della popolazione di orientamento filooccidentale o anarchico-rivoluzionario è abbondantemente testimoniato da una copiosa letteratura e da una vigorosa azione politica per buona parte del diciannovesimo secolo e per lo scorcio iniziale del successivo almeno fino al calare della notte bolscevica.

La Novità sconvolgente e terrorizzante è costituita dal fatto che l’attuale governo sia riuscito a fondere la struttura del potere zarista con l’inesorabile macchina del totalitarismo comunista.

Piccola controprova viene oggi dalla richiesta di censurare il cartoon americana “South Park” in quanto “estremista”.

L’accusa?

Incitare all’odio per la religione e la patria, reato punito severamente dalle nuove (sic!) leggi russe.

Il tutto ricavato dall’esame, ottuso e poliziesco, di alcuni episodi della serie che satireggiavano ferocemente la tradizione dei canti religiosi.

Poco importa che la denuncia provenga dall’Unione Russa dei Cristiani di Fede Evangelica : anche la chiesa Ortodossa appoggia l’iniziativa dopo aver dato prova della propria “sensibilità” su temi analoghi quali il rispetto delle differenze sessuali e dell’omosessualità in particolare , come ben si evinceva dalla scorsa edizione moscovita del gay pride, allorquando le squadracce dei giovinastri ortodossi ed ultranazionalisti erano incoraggiate ed arringate ad agire contro “il male e la degenerazione dei costumi del popolo russo” proprio dai barbuti pope nerovestiti .

Con buona pace, ovviamente, di quelli che continuano a confidare nell’importanza della Russia come partner strategico nella lotta mondiale contro il terrorismo ed in favore della stabilizzazione dell’ordine mondiale.

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Una Risposta to “C’è poco da ridere…”

  1. frastornati dall’illusione del progresso tecnologico, ci dimentichiamo che stiamo in realtà vivendo neant’altro che lo stesso Medioevo di tanti secoli fa… mai superato.

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