This is the end,my only friend

imagesPoco da aggiungere sull’auspicata conclusione della penosa avventura umana di Eluana Englaro.

Spiace che ad aver posto fine ad un calvario inenarrabile sia stato non il buon senso ,ma una istituzione statale come la Corte di Cassazione,spesso e volentieri emanatrice di sentenze che andavano piuttosto in direzione di una diminutio delle libertà individuali che di un loro rafforzamento…

Ma tanto ci è dato in un paese come il nostro che prosegue,impunemente, a proclamarsi patria del diritto nonostante produca un continuo arbitrio di gruppi, clans,corporazioni e lobbies sul singolo in forza di un ipertrofia legislativa che tra contraddizioni,eccezioni,deroghe e quant’altro annulla la funzione ordinatrice della Legge.

Per carità, nessuna nostalgia dello Stato normatore ed interprete della russoiana volontà generale,ma la consapevolezza che risulta quasi impossibile mettere in pratica una salutare opera di delegificazione in un deserto che i titolari del nostro regime più decrepito che ancien continuano a spacciare per civiltà.

La cosa peggiore è che i cascami di questa cultura socialistico-corporativa sono penetrati nei gangli della società tricolore permeandone tutti gli aspetti ed impedendo una salutare reazione di rifiuto, se non, appunto,nella forma individuale e atomistica.

La Dicotomia Stato-società (più o meno civile),altrove più o meno presente è qui totalmente assente di fronte al tetragono e monolitico blocco del tentacolare sistema di potere clientelare.

Risulta, in questo modo possibile,che un uomo,un padre di famiglia colpevole solo di amare la propria figlia sino al punto di desiderare la sanzione definitiva dell’avvenuta morte opponendosi ad un accanimento disumano,si sia dovuto scontrare e soccombere per 16 terribili anni ai diktat di potentati sacri e profani bramosi di tutelare quella golden share dei “valori” per  tiranneggiare un essere umano e comprimerne le incoercibili libertà naturali tra le quali rientra,a buon diritto,anche quella di porre termine alle proprie sofferenze.

Lecito,in conclusione,salutare come una vittoria il pronunciamento odierno della massima istanza giuridica nazionale, ma è bene non illudersi che la lotta per assicurare la vittoria all’emancipazione dell’individuo dai carcerieri e dai custodi dei corpi e delle anime sia terminata tanto repentinamente…

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10 Risposte to “This is the end,my only friend”

  1. D’istinto non avrei nulla da obiettare. Ragionandoci su meglio ho qualche dubbio su come sul fatto che la decisione della magistratura si basi su delle opinioni dette dalla ragazza e riportate da testimoni. Fosse stato tutto scritto, a mio avviso non ci sarebbe stato proprio nulla da dire.

    PS Ti aggiungo ai preferiti, non conoscevo il tuo blog.

  2. lafayette70 Says:

    Grazie della preferenza.
    Esattamente come scrivi,aggiungendo che non occorrerebbe una legge sul testamento biologico.basterebbe accertare le volontà di chi lasci precise indicazioni scritte in merito.
    Si eviterebbe così un pasticcio normativo tipo quello sulla 194 che,nei fatti, con l’introduzione dell’obiezione di coscienza impedisce la piena applicazione della stessa legge.

  3. D’altra parte anche impedendo lo stop all’alimentazione forzata potremmo andare contro alla volontà della ragazza non più in grado di esprimersi, dunque tra i due mali forse è stato meglio scegliere quello minore. Speriamo che d’ora in avanti si trovi una soluzione chiara al problema, che sia il testamento biologico o altro.

  4. ora un pò di pace alla famiglia…..

  5. …’accanimento disumano’…è sostanzialmente una menzogna.
    Su queste basi il tuo ragionamento non sta in piedi.
    Qui siamo di fronte ad un padre che comprensibilmente e tragicamente non vuole che sua figlia viva in quelle condizioni: ma sua figlia non è in grado di nutrirsi, dissetarsi e prendersi cura di sé, ma è viva perché è nutrita, curata.
    Il giorno in cui sarà possibile per una Corte autorizzare la richiesta di morte di qualcuno, saremo tutti, da quel giorno in poi, morti che camminano!

  6. lafayette70 Says:

    Si può essere morti anche con la mancanza di sentimento, razionalità ed umanità …
    Quest’ultimo commento ne offre inconfutabile documento.

  7. Se per quella corte e affini, visti come organi istituzionali, non fosse stato possibile autorizzare la vita delle persone attraverso la pratica indiretta di non mettere fuori legge certi trattamenti sanitari, beh… allora Eluana sarebbe già una morta… che non cammina.

  8. ma come sono “compassionevoli e umani” quando c’è da difendere una singola e “mediatica” vita…..

    chissà se tutti quelli che si indignano e parlano (spingendosi spesso OLTRE il limite del buon senso e del rispetto) si sono mai scandalizzati di quante persone NON RIESCONO a “nutrirsi, dissetarsi e prendersi cura di sé” a causa dell’indifferenza (e connivenza) dei poteri ecclesiastici (vedi Pinochet….e altri “golpisti cristiani ed eventuali”).

    Ben trovato/lafayette

  9. lafayette70 Says:

    Grazie.
    Bel blog di sinistra da battaglia.
    Si può essere in disaccordo,ma l’apprezzamento su punti in comune non mancherà di certo.

  10. donfrengo Says:

    Ce l’hai con me sinistra?

    ei non incominciamo a offendere…..

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