Un Anno vissuto pericolosamente

allombra-di-queste-piramidi1Molto interessante la parabola politica francese nella sua evoluzione sorprendente lungo il breve arco dell’anno solare 2008.

L’apertura dello stesso vedeva il precipitoso crollo del patrimonio,non indifferente,di consensi accumulati dal Presidente eletto,Nicolas Sarkozy.

Dopo una spettacolare e netta vittoria contro l’avversaria socialista Ségolène Royal, il peso delle promesse non mantenute e l’ingombrante presenza mediatica della regale consorte,Carla Bruni,faceva crollare a meno del 30% l’indice di gradimento del decisionista leader dell’UMP,nonostante alcuni ottimi colpi messi a segno, come la liberazione delle infermiere bulgare condannate a morte dalla giustizia libica e colà detenute o la revisione del trattato costituzionale europeo,rimodellato al ribasso con una nuova e più stringata versione, ma pur sempre salvato dopo che l’esito disastroso dei referendum francese e olandese aveva affondato l’ambizioso quanto ampolloso predecessore.

Troppo pesanti le nubi nere che si addensavano all’orizzonte,in primis quella che gravava su un sistema economico-produttivo prigioniero di un anacronistico e fallimentare modello dirigista,impossibile da sbaraccare con la politica dei piccoli passi e dei pannicelli caldi intrapresa dall’inquilino dell’Eliseo.

E così, l’avanzare inesorabile del caro-vita che falcidiava salari e stipendi nazionali veniva attribuita all’inerzia della maggioranza e le conseguenze di tutto ciò non tardavano a dispiegare i propri effetti.

Ad incominciare dal disastroso esito delle elezioni municipali della tarda primavera,allorquando l’incredula armata brancaleone della sinistra francese,capitanata dal declinante Partito Socialista, riusciva a mietere,una dopo l’altra, le roccaforti conservatrici come Tolosa,Strasburgo e Rouen.

Un bilancio davvero catastrofico,completato dalla disfatta concomitante nel rinnovo dei consigli cantonali nel cui organo rappresentativo nazionale i socialisti godevano ormai di una consistente maggioranza…

Ma il personaggio Sarkozy ha,subito dopo questo nadir,recuperato  tutta la tempra che gli aveva permesso di sbaragliare l’agguerrita concorrenza interna e quella dello schieramento avversario.

Meno protagonismo ed un utilizzo più ragionato e bilanciato dell’arma mediatica,in cui è riconosciuto maestro,hanno rilanciato i sondaggi che ondeggiano tra un quasi accettabile 40 ed un buon 45%,quasi alla pari con il gradimento concesso al Primo Ministro,il silenzioso Fillon,allorquando,nel momento di maggiore difficoltà ,lo spread tra i due raggiungeva i venti punti,tanto da alimentare strane indiscrezioni e vellicare,forse,non sopite velleità…

Il resto lo hanno fatto i dirigenti dell’opposizione,impegnati in lotte intestine senza esclusione di colpi bassi e dilanianti diatribe ideologiche.

Il Congresso socialista di Reims, che doveva rappresentare l’investitura ufficiale del prossimo candidato socialista alla Presidenza, più che del nuovo Segretario generale del partito, si è invece trasformato in un clamoroso e drammatico duello tra la Royal  e i suoi tanti avversari,primo tra tutti il Veltroni francese,ovvero il trionfalmente rieletto Sindaco di Parigi,Bertrand Delanoe.

Alla fine l’ha spuntata ,per poche decine di voti Martine Aubry,figlia del noto eurocrate Jacques Delors e prima cittadina di Lille,ridente cittadina della Francia settentrionale,con l’avallo silenzioso dello stesso Delanoe,autentico king-maker dell’assise.

Non senza l’ira funesta dei royalistes che hanno promesso battaglia per riconquistare il potere perduto: sarà uno scontro epico che riempirà le cronache dei prossimi anni,ma altresì di una lotta fratricida che vedrà l’attuale presidente spettatore assai interessato…

Altra tempesta esplosa a fine anno,lo scandalo che ha investito il delfino della Royal,Julian Dray,sospettato di malversazione.

Le Reazioni non si sono fatte attendere : molto critici quelli della nuova segreteria arrivati ad invocare una “questione morale”, furibondi i rappresentanti della minoranza,che paventano un epurazione in stile giacobino.

Se al tutto aggiungiamo le manovre all’estrema sinistra che il popolare Olivier Besançenot,leader della LCR(Lega Comunista Rivoluzionaria) mette in atto per ritagliarsi un’influenza crescente,accreditandosi come campione della gauche più intransigente e la crisi degli altri soggetti politici d’area, come i verdi ed i comunisti ortodossi, possiamo avere l’esatta idea di quanto il panorama complessivo sia sempre più soggetto all’alea ed all’imprevedibilità…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: