Alla canna del gas…

gazpromL’Europa sta iniziando a raccogliere in questi giorni quanto allegramente seminato negli ultimissimi anni.

La Dipendenza (tossica) da risorse energetiche,gas in primis,sciaguratamente coltivata dai Governi di molti paesi del vecchio e decrepito continente,è la diretta causa dello scenario da brivido di uno degli inverni più freddi a memoria d’uomo, quasi un beffardo epitaffio alle profezie sul surriscaldamento planetario in voga sino ad oggi.

Il Rischio di rimanere al gelo è,in effetti,assai concreto vista la riottosità dei due principali attori della contesa,la Russia neo-imperiale di Zar Putin e l’orgogliosa Ucraina del filoccidentale Presidente Viktor Yuschenko,a cedere l’intera posta in gioco,cosa che sarebbe considerata in ambedue le pubbliche opinioni, da sempre sensibili al vibrare delle corde nazionalistiche,un inaccettabile diminutio del prestigio patriottico.

Partita ,quindi,eminentemente e solamente politica con spettatore interessato ed impotente quell’Unione Europea tanto pronta a criticare la pervicace ossessione americana per il petrolio mediorientale,peraltro parzialmente sconfessata negli ultimi anni,per poi gettarsi,come docile agnello,nelle fauci spalancate dell’orso russo,mercè gli intrallazzi di miopi statisti e le insaziabili cupidigie dei cosiddetti “campioni nazionali”dell’energia.

Eppure…

Un soprassalto di coraggio,una timida eco di quella dignitas sognata dai padri fondatori, allorquando si accinsero alla difficilissima ricostruzione,morale prima che fisica ed economica,seguita alla catastrofe bellica,basterebbero se non a sbrogliare l’intricata matassa almeno ad evitare l’ignomignosa capitolazione di tante e tanto ambiziose velleità.

In fondo,la regola del mercato impone che il venditore abbia un bisogno disperato di compratori quasi più di quanto i secondi necessitino del primo; a maggior ragione in un momento come quello attuale caratterizzato dal crollo dei prezzi e dalla crisi incipiente di un sistema economico monoculturale esposto alla minima fluttuazione.

Ecco che allora il “mondo di ieri”,come il grande scrittore Stefan Zweig,definiva, con l’icastico titolo di un suo libro, il nostro spazio comune europeo potrebbe avere una possibilità reale di ritornare ad essere la culla della migliore civiltà occidentale ed a battersi,con le armi,non necessariamente distruttive, in suo possesso,per l’allargamento della popperiana società aperta contro i suoi tanti nemici,deboli proprio perchè tracotanti…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: