Missione compiuta!

mission-accomplishedNessun morto dilaniato da qualche autobomba,niente pozze di sangue da ripulire.

Decapitazioni? Nemmeno l’ombra. Innocui terroristi da sottrarre alle grinfie dei “torturatori” democratici?Non Pervenuti.

Meglio minimizzare la notizia,nessun approfondimento come hanno pensato di fare molti media mondiali almeno quelli appartenenti alla galassia dell’umanitarismo conformista e pacifondaio.

Eppure,il fatto che un popolo abbia potuto eleggere liberamente i propri rappresentanti, senza subire il controllo ferreo di un governo dispotico o la vendetta feroce dei carnefici sconfitti che taluno spudoratamente nomina “resistenti”,è davvero un avvenimento da sottolineare e da accogliere con estrema soddisfazione.

Certo, l’affluenza non è stata esaltante (poco più di metà del corpo elettorale si è,infatti,recata alle urne),le piccole e grandi truffe del voto possono aver influito sull’esito dello stesso favorendo i corrotti rispetto ai sinceri idealisti,ma questi,ed altri, non sono difetti propri della sola fragile democrazia irachena.

Il Terreno da recuperare è ancora tantissimo: come molti fini politologi vanno autorevolmente affermando,ritengo anch’io che le elezioni non bastino a connotare uno stato come “democratico” nel senso più compiuto del termine,necessitando un consesso civile dell’usbergo salvifico di un costituzionalismo liberale che sbarri la strada al ritorno delle demagogie populiste e rivoluzionarie,da sempre anticamera di ogni tirannia.

E quindi il “nation building” dovrà proseguire il proprio corso,magari in maniera più sollecita di quanto sinora fatto.

L’Attenzione internazionale sarebbe un tutore utile a sorreggere la crescita della gracile piantina irachena.

Peccato che lorsignori siano poco interessati a tutto ciò preferendo,da impareggiabili professionisti del sensazionalismo da quattro soldi,cercare altri luoghi di sofferenza dai quali deplorare le colpe irredimibili dell’occidente.

Impossibile sconfessare l’assioma alla base di tutto : la guerra era ingiusta perchè americana e fa nulla che una fiammella,che non sia un cero funebre,sia stata accesa in un’area geopolitica ossessionata da miti ed ideologie totalitarie,religiose o laiche che siano.

Era lo stesso spirito che portò l’imbelle Europa alle soglie della catastrofica hitlerizzazione del continente; di qui  la convinzione ,assai in voga negli ultimi tempi che la democrazia non possa essere esportata.

Ebbene noi italiani dovremmo essere gli ultimi a pensarlo se solo considerassimo con la giusta attenzione la storia patria.

E allora,pur ricordando con orrore le immagini di Abu Ghraib o dei bombardamenti americani,le file festanti ai seggi,i candidati a volte pittoreschi,i primi segnali dell’incipiente consumismo,l’irresistibile voglia di ricostruire, mi sembrano prevalere e molti, nel tormentato territorio tra i due fiumi, saranno d’accordo.

Obama si prepara a raccogliere un’eredità meno pesante,crisi economica a parte,grazie alla tenacia ed alla decisione bushiana che molti commentatori,già scatenatisi contro il suo rude approccio unilateralista,iniziano,a mandato appena spirato,a lodare.

Speriamo che il nuovo Presidente riesca a non dilapidare un così prezioso lascito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: