Nemico del popolo?

gert-wildersSegnali preoccupanti dal piccolo grande malato d’Europa.

L’Olanda,tra i soci fondatori dell’Unione Europea e,assieme all’Inghilterra patria del moderno liberalismo con il suo culto tenace della tolleranza,virtù cardinale della civiltà secondo Voltaire,sta infatti attraversando un momento assai difficile della propria storia.

Molto è dovuto al fallimento,questa almeno la percezione diffusa nel paese,del modello multiculturale impostosi negli ultimi decenni come naturale camera di compensazione all’aumento esponenziale dell’immigrazione,soprattutto quella di fede islamica.

Sino a qualche anno fa tutto sembrava procedere per il meglio,a parte piccoli inevitabili incidenti e tensioni.

Ma già all’indomani del tragico 11 settembre,data di inizio della guerra mortale che il terrorismo fondamentalista mussulmano ha deciso di scatenare all’occidente intero,il meccanismo ha iniziato ad incepparsi con manifestazioni piuttosto eclatanti.

Il primo episodio fu l’assassinio del leader populista(ma libertario) Pym Fortuyn che a capo di una lista omonima chiedeva una regolamentazione più stringente del flusso di persone in entrata nei paesi Bassi ( già allora gli stranieri ammontavano a più di un milione su di una popolazione complessiva di 15) per evitare problemi di integrazione tra le comunità preesistenti e segmenti con stili di vita spesso incompatibili con la democrazia moderna.

Fu ammazzato da uno squilibrato pseudo-ecologista ma che aveva agito,forse,sotto l’influenza di un apparato mediatico,rigorosamente fedele al principio di politically correctness,che aveva contribuito non poco a “mostrificare”la sua vittima.

Col passare degli anni,il velo di conformismo narcotizzante va squarciandosi tra dolorose convulsioni.

l’Omicidio,cruento e sotto gli occhi di tutti del coraggioso regista Theo Van Gogh,apologeta intransigente dei diritti femminili,le intimidazioni alla parlamentare liberale Ayan Hirsi Alì costretta a rifugiare all’estero e le violente reazioni seguite all’attacco israeliano contro Hamas sono solo le tappe più evidenti di un degrado oramai manifesto.

Nè si può sperare molto nella classe politica di quel paese,incline all’appeseament a tutti i costi pur di conservare l’illusione di un tranquillo villaggio globale in miniatura.

Corrobora quest’impressione la scandalosa sequela di avvenimenti delle ultime settimane.

La Giustizia olandese ha infatti deciso di processare Gert Wilders,autore del film “Fitna”,e di lasciare nel contempo impuniti quei due parlamentari socialisti che hanno marciato confusi in una folla di esagitati manifestanti per i fatti di Gaza.

Uno slogan? “Viva  Hamas,Israele alla camera a gas!”.

Superfluo commentare,soprattutto se consideriamo che il reato addebitato a Wilders sarebbe quello di “istigazione all’odio razziale” solamente per aver espresso la,legittima almeno in democrazia,opinione che chi non accetta di integrarsi nel nostro modello di civiltà ed ambisce piuttosto a rovesciarlo  è un suo nemico.

Affermazioni che farebbero pensare a Popper più che ad un discepolo di  Hitler, pur con toni per alcuni troppo decisi.

La libertà di espressione fa parte del patrimonio occidentale, e quindi universale, che ci ha permesso di uscire dallo stato di natura hobbesiano e dalle tirannie assolutiste,

Rinunciarvi per quieto vivere significa aver già accettato di consegnarsi al proprio boia.

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