Puntuali all’appuntamento

svizzeraTempo di crisi economica in Europa ed una voglia crescente di protezionismo ed interventismo statale come panacea per tutti i mali.

Le avvisaglie in questi giorni con il blocco della manodopera italiana da parte di lavoratori inglesi in una impresa del posto.

In controtendenza,invece,giungono i risultati di un importante consultazione referendaria svoltasi quest’oggi nella confederazione elvetica.

La Svizzera,che non fa parte dell’UE,votava sull’estensione della libera circolazione ai  lavoratori provenienti da Romania e Bulgaria.

Il risultato si preannunciava piuttosto contrastato con i favorevoli in lieve vantaggio secondo i rilevamenti immediatamente precedenti il voto: per gli analisti molto avrebbero pesato la percezione della crisi ed il timore della perdita di posti di lavoro a vantaggio della concorrenza più economica.

Un solo partito,l’UDC( Unione Democratica di Centro),assai populista ed incline alla xenofobia a dispetto della denominazione rassicurante,aveva condotto una campagna aggressiva cavalcando le fobie dell’elettorato più diffidente verso gli altri partiti dell’establishment.

Ma la posta in gioco era assai più importante in virtù della cosiddetta “clausola ghigliottina”,vera trappola giuridica che legava la sorte di altri sei accordi miranti a facilitare i rapporti commerciali tra Svizzera ed Unione europea.

Nel caso di respingimento del quesito odierno questi ultimi sarebbero stati interamente vanificati ponendo una pesante ipoteca sulla via dell’avvicinamento reciproco: ed è per questo motivo che le forze politiche succitate(popolar-democratici,liberal-radicali e socialisti)hanno deciso di non prendere sottogamba l’evento.

Ed il responso finale ha dato ragione a costoro. circa il 60% degli elettori,difatti,ha votato sì.

Scomponendo il risultato per aree geografiche scopriamo che la Svizera romanda francofona ha risposto in maniera travolgente  (70% nel cantone Vaud,63 a Ginevra),bene il sì anche nella parte tedesca con percentuali meno eclatanti e con l’eccezione di tre cantoni,Glarona,Schwiz ed Appenzell.

Totalmente l’opposto di quanto avvenuto in Ticino dove i no hanno incassato una maggioranza schiacciante del 66%.

Effetto della vicinanza all’Italia ed al clima anti-romeno che sembra pervadere la penisola,come malignano taluni? Chissà…

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