Urne roventi

Primo dato importante delle elezioni israeliane l’aumento,non esponenziale ma comunque significativo,dell’affluenza alle urne e questo dopo una messe di previsioni che indicavano l’avanzata inesorabile dello scoramento e del disinteresse nei confronti della politica.

i Primi exit-polls confermano il testa a testa tra Kadima,il partito creato da Ariel Sharon nel 2005 e guidato dal Ministro degli Esteri del Governo Olmert,Tzipi Livni,e il rivitalizzato Likud di Bibi Netanyahu,ex-premier nella seconda metà degli anni ’90,con una lieve prevalenza del primo seppur solo con un paio di seggi di margine.

Fondamentale attendere i risultati definitivi per capire a chi verrà affidato il delicato compito di tentare la formazione di un gabinetto di coalizione e,soprattutto,quali partiti entrerebbero a far parte della compagine governativa:diverse opzioni rimangono sul tavolo tranne quella di un esecutivo di sinistra.

Questo perchè,appare chiara la disfatta di Avodha,il Partito Laburista che fu di Ben Gurion,ridotto al punto più basso della propria lunga storia e confinato al ruolo di quarta forza dello scacchiere politico israelino: difficile sarà la riscossa ed ancora sconosciuta l’identità del salvatore che dovrà rimediare alla disastrosa gestione Barak.

Tra i vincitori previsti figura Avigdor Lieberman ed il suo Israel Beitenu che su una piattaforma decisamente nazionalista avrebbero raccolto una quindicina di seggi alla knesseth candidandosi ad ago della bilancia di ogni futura trattativa.

Molti motivi spiegano il successo di questo partito: fra i principali la necessità di garantire la sicurezza dello stato ebraico nei confronti del sempre minaccioso terrorismo palestinese  anche con una proposta-choc come quella di chiedere un “giuramento di lealtà” ai cittadini arabi residenti sul territorio israeliano.

A parte questo approccio che ha analogie con la tradizione revisionista alla Jabotinsky,il partito ha una piattaforma moderata in economia nel cui campo teorizza una sorta di “welfare to work” di sapore blairiano e decisamente laica  riguardo le libertà individuali come testimonia la proposta a favore del matrimonio civile già presentata nella passata legislatura.

Importante verificare anche la forza dei partiti minori,elemento indispensabile per la formazione di una possibile maggioranza

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