Pecunia non olet!

rimborsiIl Parlamento ha recentemente licenziato due provvedimenti pessimi che,se debitamente divulgati,non ne solleverebbero di certo il tasso di popolarità presso la pubblica opinione già piuttosto deficitario.

Nel Decreto Milleproroghe(nomen omen…)era,infatti,contenuto un piccolo comma che stanziava ulteriori fondi statali all’editoria di partito: non una somma esagerata,per carità,ma già il fatto di giungere al paradosso che organi di una parte politica vengano provvidenzialmente “salvati” dalla collettività mi sembra un oltraggio alla laboriosità individuale.

Garantire per legge il diritto all’esistenza dei partiti politici e di quotidiani di partito è la via più diretta per affossare una democrazia liberale competitiva: costoro non riescono ad interessare una platea di lettori sufficiente a fare sopravvivere la loro avventura editoriale? ebbene,che cambino mestiere e non accettino l’umiliazione di farsi mantenere dal pubblico erario!

Altra legge,altra pena…

La riforma della legge elettorale per le europee non è una gran legge,oggettivamente,ma perlomeno limitava la intollerabile frammentazione partitinocratica del quadro politico nazionale,introducendo,come noto una soglia di sbarramento al 4%.

Poca roba per un estimatore del sistema uninominale maggioritario anglosassone, quale mi picco di essere,ma tuttavia un passo nella giusta direzione.

Non lo avessi mai pensato….ed ecco che la mente sottile di un deputato dell’agonizzante PD si è incaricato di smentire il mio improvvido ottimismo: un emendamento,vergato con abilità da contabile,viene incontro alle sguaiataggini dei nanetti, reintroducendo la possibilità di accedere ai rimborsi elettorali anche per quei cespugli della selva politica italiota capaci di racimolare il voto di due elettori su cento.

Una polizza di assicurazione a garantire la paralisi e l’ingovernabilità,qualora mai questi guastatori riuscissero a rientrare nella stanza dei bottoni.

Complimenti sentiti ai nostri MPs,Benvenuti nel paese dov’è sempre Natale!

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