Onda di piena

santino-elettoraleIl Trend elettorale era già chiaro dalle scorse consultazioni per il rinnovo del Parlamento federale: aumento dei consensi per i partiti della destra populista,cali più o meno pronunciati per i due principali protagonisti della vita politica austriaca,l’OVP e i socialdemocratici della SPO.

La conferma arriva,quest’oggi,dai risultati delle provinciali in Carinzia e a Salisburgo(dove si votava anche per il nuovo Sindaco).

La differenza importante è che,questa volta,è il partito meno ammaccato dal voto di ottobre,la SPO,a raccogliere il bottino più magro,subendo un’autentica débacle a Klagenfurt(-9,8%) ed anche nella terra di Mozart,dove,pur rimanendo il primo partito, paga un dazio pesante con il -6% rispetto a quattro anni orsono.

Un brutto colpo per il neo-Cancelliere Werner Faymann,uomo nuovo della sinistra danubiana dopo l’uscita di scena dello scialbo Gusenbauer,a capo di un Governo di “Grosse Koalition” con gli alleati-avversari popolari.

Già, i popolari che ,quanto a loro, si difendono bene in Carinzia, guadagnando 3 seggi nel parlamentino locale e superando abbondantemente la soglia psicologica del 15% con un incremento pari ad un terzo della consistenza precedente(11%),mentre limitano ad uno striminzito -1,5% lo score negativo nel salisburghese.

Passando ai grandi vincitori,la BZO(Lega per il Futuro dell’Austria),fondata dal recentemente scomparso Joerg Heider,è risultata quasi plebiscitata dagli elettori carinziani con il 45%,ben al di sopra di qualsiasi precedente elezione,perfino ai tempi del governatorato heideriano. di sicuro avrà avuto un ruolo importante l’onda emotiva della prematura dipartita del popolare leader,oltre alla consueta insistenza su temi securitari di facile presa.

Assente dal Parlamento carinziano,avanza prepotentemente nell’altra provincia la FPO di Hans-Christian Strache,nuova stella del firmamento politico austriaco il quale,ereditato un partito in piena crisi di identità e risultati, lo ha riportato al 18% a livello nazionale e,proseguendo nell’onda lunga,al 13 in una terra di solito ostile alle sirene liberal-nazionali.

Anche  in questo caso ricette facili e di successo in tempi di crisi economica globale e di chiusura protezionistica : una miscela di antieuropeismo,ostilità verso l’immigrazione clandestina e politiche economiche contraddittorie, incerte tra welfarismo neo-keynesiano e liberismo anti-fiscale.

Difficile ipotizzare il corso delle future vicende di un paese sovente indicato come il laboratorio politico europeo,ma un dato è certo:fino a quando l’establishment tradizionale viennese non darà segnali di autentico rinnovamento,i trionfatori degli ultimi mesi continueranno i loro exploits mettendo seriamente in pericolo un assetto  che pareva inattaccabile fino ad un decennio fa.

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