il Rompicapo

benjamin-netanyahuAd un mese e mezzo dalle elezioni per il rinnovo della Knesseth ancora nulla di fatto per la nascita del Governo israeliano destinato a succedere all’Esecutivo di centro-sinistra guidato da Ehud Olmert.

C’è già un Premier incaricato,il leader del partito conservatore Likud Bibi Netanyahu,ci sarebbe anche una maggioranza composta dai partiti della destra,ma manca l’accordo definitivo tra le componenti uscite vincenti dal voto di febbraio.

Oltre ai nazionalisti del Likud,tornati in auge dopo un declino apparentemente irrimediabile,gli altri protagonisti della complessa trattativa in atto sono gli ultrà di Ysrael Beiteinu e i religiosi ortodossi che si dividono in ben tre partiti.

Oggi,il più suffragato di questi ultimi, lo Shas,non nuovo ad esperienze amministrative,si è dichiarato disposto ad entrare nella compagine ministeriale rompendo il lungo silenzio postelettorale.

In mancanza dei numeri necessari.servirebbero almeno 61 deputati per la formazione del Gabinetto,già si prospetta una convivenza a dir poco burrascosa tra gli ortodossi che chiedono a gran voce la conferma dei sostanziosi bonus per le scuole talmudiche ed il campione dell’intransigentismo laico Avigdor Liebermann a capo del succitato Ysrael Beiteinu espressione,in massima parte,degli immigrati russi.

Oltre al nazionalismo duro e puro ( vedere la proposta di un “giuramento di fedeltà” verso lo stato ebraico da richiedere alla minoranza araba con passaporto israeliano),infatti,Liebermann è un fautore della modernizzazione secolare del paese.Sue le proposte in favore del matrimonio civile,del riconoscimento giuridico per le coppie di fatto e per una più rigida separazione di stato e rabbinato.

Sullo sfondo rimangono in attesa degli eventi futuri,come una non improbabile implosione della costituenda squadra governativa,Kadima di Tzipi Livni,onorevolissima sconfitta con una massa di manovra di ben 28 deputati,ed il disastrato partito laburista che rischia di giocarsi il residuo credito con le spericolate manovre di questi ultimi giorni messe in atto da Ehud Barak,peraltro sempre più contestato dalla base.

Tutto frutto di una legge elettorale davvero demenziale e paralizzante che fa del proporzionale puro un totem infrangibile.Ignorata,dall’establishment israeliano,la lezione offerta da questo sistema fallimentare in giro per il mondo: corruzione,ricatti incrociati,paralisi istituzionale ne sono fatali ed inesorabili corollari.

Con l’aggravante di dover fare i conti con un quadro internazionale tutt’altro che idilliaco che mette a dura prova la tenace volontà ebraica di sopravvivenza  in un milieu largamente ostile.

Il tempo stringe: il 5 aprile scadranno,infatti,i termini previsti per il battesimo del Netanyahu bis(dopo la non fugace esperienza degli anni ’90).

Ma l’impressione generale è che oltre ad un Premier in carica occorrerebbe una profonda riforma di sistema che i politici della vecchia guardia sono assai restii dal concedere…

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18 Risposte to “il Rompicapo”

  1. Desiree Says:

    Il riconoscimento delle coppie di fatto, anche tra persone omosessuali, è però operante da tempo in Israele e il matrimonio civile coinvolge ben poco la popolazione. Lieberman è stato votato non certo per questo. Per me è probabile che Bark accetti la Difesa, certo che oggi Haaretz per questo era in aveluth. Spero che si torni a nuove elezioni subito dopo le feste di Pesach.

  2. lafayette70 Says:

    Vero.
    Ma una certa allergia all’influenza dei partiti confessionali è ben presente nella società israeliana.
    La controprova qualche anno orsono quando una lista con una piattaforma “laicista”, Shinui di Tommy Lapid, raccolse un consenso quantitativamente simile a quello di Y.B.
    Poi sul prevalere di altre issues,quali la sicurezza(esterna ed interna) non posso non concordare.
    Piuttosto catastrofico,poi,lo stato delle cose in casa Labour. Il rischio concreto,cui mi sembra anche tu alludi,è quello della frantumazione.Un po’quello che era accaduto con il Likud ai tempi della fuoriuscita di Sharon e dei suoi fedelissimi(Olmert,Livni,ecc).
    Ritornare alle urne con una legge elettorale simile e con gli attuali equilibri politici lo troverei semplicemente suicida.

  3. Tiziana Says:

    Mi sembra difficile, e del resto non è neanche all’orizzonte, una discussione sui sistemi elettorali. Credo che bene ha fatto Livni a rimanere fuori dalle offerte di Net.
    E’ vero che la maggior parte degli isaeliani pensa che ci siano troppe concessioni agli ortodossi – ad esempio l’esenzione dal servizio militare – ma va ricordato che sebbene il paese sia molto laico, così come gli ebrei della diaspora, il rispetto per le persone religiose è fortissimo. E Lieberman lo sa benissimo. Credo comunque che Isarele è una vera democrazia e saprà venire a capo della situazione.

  4. Y.B. non è un partito religioso come dalla risposta di Lafayette sembra trapelare, ma nazionalista come del resto dice bene il nome. Lapid, si laico, fu molto votato anche in seguito a delle rivendicazioni legittime di figli della Shoah tra cui appunto anche lui che cavalcò la richiesta. Anche Y.B. credo che sia un fatto determinato dalal stretta contingenza. Vedo sui quotidiani isareliani che se oggi si andasse ad elezioni uscirebbero dei risultati molti diversi. Ovviamente sul rispetto da pare degli ebrei e degli israeliani di chi è religioso sono d’accordo e verifico ogni giorno questo

  5. Y.B. non è un partito religioso come dalla risposta di Lafayette sembra trapelare, ma nazionalista come del resto dice bene il nome. Lapid, si laico, fu molto votato anche in seguito a delle rivendicazioni legittime di figli della Shoah tra cui appunto anche lui che cavalcò la richiesta. Anche Y.B. credo che sia un fatto determinato dalal stretta contingenza. Vedo sui quotidiani isareliani che se oggi si andasse ad elezioni uscirebbero dei risultati molti diversi. Ovviamente sul rispetto da pare degli ebrei e degli israeliani di chi è religioso sono d’accordo e verifico ogni giorno questo

    Ovviamenteho avuto questo link da Tiziana

  6. lafayette70 Says:

    Mai affermato che Ysrael Beiteinu sia un partito religioso.
    Mi sembra di aver scritto l’esatto opposto.
    Ciao e grazie dell’attenzione

  7. Concordo pienamente con Sofia Ysrael Beitenu sulla possibilità che sia un fenomeno passeggero come il partito di Lapid.

  8. lafayette70 Says:

    Ipotesi non improbabile: certo che la crisi dei laburisti mi sembra assai più pesante di quella attraversata dal Likud

  9. Strano destino quello dei laburisti: prima spaccati da Sharon con la nascita di Kadima e ora dal Likud.

  10. lafayette70 Says:

    Alla base,forse,l’esaurimento della loro missione storica?
    Il contributo laburista alla realizzazione dell’idea sionista è stato imponente,ma una volta edificato lo Stato è rimasto il problema dei rapporti con i bellicosi vicini arabi.
    E qui,alle volte,il più importante partito della sinistra israeliana ha dimostrato palesi incertezze esitando tra ostentazioni di forza militare ed aperture di credito,sin troppo generose,ad interlocutori non affidabili.
    Non è un caso che le iniziative diplomatiche più efficaci siano partite da “destri” come Menachem Begin e Ariel Sharon,mentre gli sforzi lodevoli di Ytzak Rabin e Shimon Peres come anche di Ehud Barak non abbiano dato risultati duraturi.

  11. Certo è che se analizzassimo così attentamente la situazione italiana forse avremmo anche qualche successo e qualche idea.

    Ho letto sul sito di Tiziana che il Pd ha fatto una interrogazione sui giochi del mediterraneo

  12. lafayette70 Says:

    Sui giochi del mediterraneo si son mossi, in ordine sparso,liberali(Abruzzo Liberale,Neo-Lib),radicali e l’Assaociazione parlamentare di amicizia Italia-Israele con,in prima fila,Pianetta,Boniver e Fiamma Nirenstein.
    Quanto al PD prima di criticare l’atteggiamento(scandalosamente ambiguo)del governo nella faccenda in questione,dovrebbe pensare a quei suoi esponenti che non disdegnano andare a braccetto con Hamas o Hetzbollah

  13. Tiziana Says:

    Caro Lafayette,
    se si è veramente liberi – secondo me – uno se ne frega proprio delle sigle. Il Pd ha fatto una mozione perchè sia chiarita la posizione sui Giochi. Pretesto polemico? Può darsi, ma non essendo “a paga” di nessun partito , non mi sentirei di fare questi distinguo. Del resto il movimento in cui mi riconosco meglio è il partito radicale che sempre così si è mosso. Fiamma ha fatto benissimo a fare da apripista su Durban, ho trovato interessante l’incontro che ha fatto giorni fa anche con il ministro, ma ciò non toglie che bisogna chiedere tutto, per cui a Frattini (ora ministro degli Esteri è lui e non D’Alema) va chiesto di muoversi e io l’ho fatto. Quanto a D’Alema a braccetto con hamas non mi pare che la sua passeggiata non sia stata criticata, così come i bacetti di Berl. con Gheddafi. Le persone che ti hanno scritto sono tutte dei democratici che amano Israele e l’equità

  14. lafayette70 Says:

    Non lo metto certo in dubbio,nè mi limito a censurare il solo,impresentabile,atteggiamento della sinistra italiana nei confronti di Israele,pur con le importanti eccezioni che è sempre il caso di ricordare.
    Encomiabile,mi sembra,la tua decisione di richiamare il Ministro Frattini ai propri doveri istituzionali(perchè questa è,anche e soprattutto,una questione diplomatica).
    Quanto al PR,sono lietissimo di ritrovare una compagna,ancorchè l’appellativo mi ripugni alquanto,nel partito in cui ho militato abbastanza a lungo ,ricoprendo,indegnamente,l’ufficio di membro del Comitato Nazionale per alcuni anni…

    Un abbraccio

  15. prima di tutto scusami avevo letto male ho visto dopo aver scritto che avevo capito male. sono d’accordo con quanto dici sulla sinistra che è vecchia e antiquata anche nel giudizio su israel, così però come lo è la destra al governo. in effetti tiziana è una modesta il suo intervento è stato applauditissimo

  16. lafayette70 Says:

    Davvero meritatamente,è mia convinzione…

  17. Tiziana Says:

    Ridimensiono, era un platea di ebrei molto solidali e molto amici.
    Io non sono mai stata neanche iscritta al Partito Radicale, le sottoscrizioni che ho fatto e faccio chiedo sempre che siano legate a una non istrcizione (nemmeno alla Coscioni) per cui vanno a finire sulla Radio. E’ un mio tabù la tessera, ho ceduto solo a quella metrebus e quella del golf (che però non ha la fotografia). Il mio nome è scritto su un solo rischioso elenco.
    Molti commentatori paragonano il circo pazzo della politica israeliana a quello italiano, a me sembra accostamento improponibile. Consiglio a te e ai tui lettori un librino divertente di cui ho fatto una piccola scheda e che trovi qui http://www.liberelaiche.it/libri.html
    saluti,

  18. lafayette70 Says:

    Grazie del consiglio che seguirò.
    Il “tabù” della tessera lo trovo assolutamente giustificabile,tan’t è che la tessera del PR l’ho avuta solo per tre anni su dieci .
    E non solo per l’alto costo.
    sulle differenze tra le due politiche hai perfettamente ragione: la nostra raggiunge livelli farseschi incommensurabili,di là c’è sempre il dramma della guerra e della sicurezza sullo sfondo.
    E,come mi insegni,non è poco…

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