Il Prigioniero

luc-rousselet-prigionieroHa destato scalpore il sequestro di Luc Rousselet,Direttore della filiale francese di 3M,azienda farmaceutica americana,ad opera degli operai in agitazione.

Come sottolinea la stampa locale,non si tratta di una prima volta,ma dell’ennesima applicazione di una forma di lotta che trova le sue prime manifestazioni nei lontani anni ’70.

Ed è un segnale di quanto la concezione dei rapporti di lavoro si sia discostata di poco dalla tradizionale dinamica di lotta di classe tipica di molto sindacalismo novecentesco,come se tutta la ventata di deregulation e di flessibilizzazione del lavoro si fosse rivelata un fatto del tutto passeggero e non già,come alcuni teorizzavano,un’acquisizione ineluttabile.

Il caso dimostra quanto il mito del “posto fisso” resista nella coscienza comune  e come sia possibile mettere in atto qualsiasi mezzo,nessuno escluso,per difendere quello che viene considerato un diritto inalienabile e non una opportunità offerta dalla favorevole congiuntura economica.

Il dilemma  se un’azienda o un’impresa dovesse perseguire il profitto o svolgere una funzione sociale sembrava risolto in favore della prima ipotesi,ma questa assunzione appare,oggi,illusoria.

E non stiamo parlando del giusto sdegno nei confronti di quelle istituzioni quali banche o società finanziarie che,avendo avuto in gestione i risparmi di milioni di contribuenti,hanno prodotto,magari in combutta con le autorità pubbliche di controllo,disastri di portata colossale.

Parliamo del nocciolo del sistema produttivo e della rimessa in discussione di quel paradigma neo-liberista,altra cosa dalla pseudo-scienza dei derivati finanziari,che aveva informato di sè un mondo in vorticoso cambiamento.

Facile che dal risultato delle mene fra una politica infingarda e le onnipotenti banche centrali guidate da veri Stranamore alla Greenspan(un caso di distorsione del mercato) si possa passare alla socialistizzazione senza infingimenti in un super-stato globale in cui tutti,diceva Bastiat,”cercano di vivere alle spalle di tutti gli altri”

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