Controcorrente

logo-alternative-liberaleLa Missione,quasi impossibile: portare il liberalismo nella terra che ha dato i natali al colbertismo che molti,anche dalle nostre parti,si ostinano a dipingere come l’unica politica in grado di arginare gli sconquassi causati,a loro dire,dagli eccessi del “mercatismo”.

Davvero una sfida coraggiosa quella del piccolo partito “Alternative Libérale”,nato nel 2006 per iniziativa di un pugno di giovani entusiasti adepti del pensiero pro-laissez faire senza compromessi.

Alle prossime elezioni europee,in calendario per inizio giugno,AL presenterà le proprie liste in almeno cinque delle otto circoscrizioni elettorali francesi.

L’intento è quello di frenare,in qualche modo,la deriva dirigista che si sta propagando impetuosamente  aldilà delle Alpi con l’esplicito consenso del Governo conservatore e l’avallo dell’opposizione social-comunista e che si concreta in un aumento esponenziale della spesa pubblica nel vano tentativo di rilanciare la domanda, secondo il più frusto dei paradigmi neo-keynesiani.

Di fronte a questa crisi,invece,Sabine Herold,giovanissima leader del gruppo,propone un rilancio di politiche riformatrici quali privatizzazioni ,liberalizzazioni e ritocchi sostanziali al sistema previdenziale ed al mercato del lavoro con l’introduzione di robuste dosi di concorrenza pubblico-privato.

La stessa Herold che ricordiamo qualche anno orsono capeggiare una manifestazione di successo per richiedere una riforma delle pensioni,non fa mistero di ispirarsi all’esperienza thatcheriana che permise all’Inghilterra di risollevarsi dallo  stato comatoso in cui era precipitata causa una scriteriata corsa al deficit-spending.

Il tutto non disgiunto dalla difesa intransigente del perimetro delle libertà individuali messe a dura prova dall’invadenza statale e,quindi,via libera alla legalizzazione delle droghe leggere,dell’eutanasia e dell’utilizzo delle cellule staminali embrionali per la ricerca medica e degli OGM in agricoltura.

Il Cammino si presenta alquanto impervio,ma il tempo potrebbe dare ragione alla lungimiranza di analisi e prassi seppellite con una fretta eccessiva sotto la spinta emotiva dell’ennesimo annuncio sulla “fine del capitalismo”.

Ultima citazione,d’obbligo,per Marco Faraci,già giovane dirigente dei Riformatori Liberali italiani che ha deciso di partecipare a questa avventura presentando la propria candidatura nella lista parigina di AL.

A lui ed a questo gruppo di “salmoni tricolori” non possiamo che augurare un successo pieno,viatico indispensabile per il recupero della razionalità e del buon senso  un po’ ovunque smarriti.

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