E ora,pover’uomo?

Caricatura John Mc CainNove anni fa,prima che l’apocalisse finanziaria spazzasse in lungo e in largo gli Stati Uniti e le Torri Gemelle venissero abbattute dai terroristi,John Mc Cain rappresentò una felice anomalia nel mondo conservatore americano.

Pur non condividendo “eccessi liberisti”(pessima cosa visto che l’attuale crisi molto deve all’intrusione ed alle manovre truffaldine di pubblicissime autorità,congresso e FED in primis) la piattaforma del candidato alle primarie repubblicane conteneva interessanti aperture su issues sociali quali la ricerca sulle staminali embrionali,la possibilità di scelta sull’aborto,le unioni civili gay.

Il tutto compendiato da un sapiente utilizzo dei nuovi media,Internet in testa,di molto precedente agli attuali fasti democratici,quelli del supponente Howard Dean e soprattutto quelli dell’ abilissimo Obama.

Un programmino moderato,quindi,ma ben altra cosa rispetto a quello contraddittorio preparato dal rivale e futuro Presidente George Bush.

Cosicchè è lecito perfino discettare se una vittoria del Senatore dell’Arizona avrebbe potuto mutare il corso della storia USA evitando l’autentico tracollo ed il fuggi-fuggi generale dal partito già guidato da Ronald Reagan.

Che è la cronaca di questi giorni,con il passaggio del Senatore Specter al campo avverso in Pennsylvania e la continua guerra di tutti contro tutti al cui confronto impallidirebbero le dispute correntizie dei democristiani d’antan.

Ma,sconfitto nettamente ed onorevolmente otto anni dopo quel primo rovescio,Mc Cain sembra aver cambiato idea su molte cose ed in un intervista sul male profondo del suo partito si limita ad affermare che “sì,occorre cambiare la strategia nei prossimi mesi”,salvo poi glissare sulla questione capitale che frena le potenzialità di recupero dell’elefantino.

Ovvero quella dell’ineludibile apertura alle nuove istanze di libertà individuali e sociali che emergono con inaspettata energia da quell’America profonda dipinta fino a poco tempo orsono come una monocroma distesa tradizionalista.

Che dire poi di quella smisurata escrescenza governativa incubata in quasi un quindicennio di “conservatorismo compassionevole”?

La catastrofica politica dello stimolo e del salvataggio  dei bancarottieri fraudolenti dell’attuale amministrazione  non ne è,forse,la diretta conseguenza,quasi un necessario e temibile corollario?

Nulla da dire nemmeno su questo, al massimo qualche penoso distinguo. 

Solamente il silenzio riservato di un vecchio signore travolto da qualcosa troppo più grande di lui.

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