Guardia svizzera

un papa da museoCome noto l’ironia non è un granchè apprezzata nei sacri palazzi vaticani da sempre avvezzi a mantenere un contegno imperturbabile che finisce spesso per rassomigliare ad un rigor mortis.

Salvo esplodere,improvvisamente,nei casi,non frequentissimi a dirla tutta,in cui qualche ardimentoso si permette una noticina a margine,magari un filino irriverente.

Nulla da fare.

Immantinente il reprobo viene isolato,solennemente redarguito e costretto a recitare un umiliante mea culpa con il capo cosparso dalle ceneri della libera informazione.

Questo perchè i botoli che azzannano la preda ai polpacci non si lasciano sfuggire una sola parola che possa mettere in cattiva luce il bimillenario culto amministrato dal vero erede del faraone e del pontifex maximus romano.

Nè,per parte loro,i pavidi tenutari dell’informazione,spesso mezze tacche miracolate,si arrischiano a difendere non un perfido Capaneo ma anche solo un tranquillo buontempone in vena di freddure.

Esattamente quanto accaduto,pochi giorni orsono,a rai tre,unico canale  della sciagurata televisione pubblica a poter ancora esercitare dei margini di indipendenza pur se nei ristretti limiti del mainstream sinistrorso e politicamente corretto.

La censura in cui è incorso il vaticanista della rete targata PD merita davvero un biasimo inappellabile: una facezia sui gatti del pontefice e sugli ipotetici quattro felini che spesso e volentieri  seguono gli angelus domenicali è stata sufficiente a scatenare una tempesta ridicola per opera dei soliti collitorti e zuavi improvvisati in cerca di legittimazione morale e politica.

Passi per lo zelo degli ambienti governativi,in un momento non particolarmente felice per le note vicissitudini,ma la protesta scomposta e sguiata di taluni “oppositori” che hanno parlato di “deriva anticlericale” andrebbe accolta davvero con sonore pernacchie.

Solo colore,in fondo,in questo vaudeville forattiniano a cui è ridotto sempre più l’ex-bel paese: ma i tempi incalzano ed anche il ridicolo,alla lunga viene a noia…

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2 Risposte to “Guardia svizzera”

  1. Per prima cosa la rai (direi l’informazione italiana in genere) non ha niente a che vedere con la libertà di stampa e direi più in generale col lavoro giornalistico.
    Da come si sono svolti i fatti (pare che il portavoce della sala stampa vaticana non si era neanche accorto) sembra piuttosto il tutto un fatto maturato nelleretrovioe Pd,che, come è noto, si mobilita solo per gli sgabelli rai. Vederemo nei prossimi giorni come si distribuiranno i posti nella rete e nel tg 3.
    Anzi, adesso scriverò una cosa su questo magna magna rai e su quanto so’ cretini nei partiti.
    Leggi qui, ma fra un pò però
    http://www.nessundio.net/tiziana2009.htm

  2. lafayette70 Says:

    ottimo, commenterò!

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