Brown’s sugar

Dopo la bufera ininterrotta degli ultimi mesi tra scandali,incertezze e complotti interni per disarcionarlo Gordon Brown pare aver ritrovato un minimo di serenità in vista del difficilissimo impegno elettorale della prossima primavera.

Il responso delle urne,potrebbe,(condizionale d’obbligo perchè la politica non è sempre una scienza esatta)riconsegnare l’ufficio al n 10 di Downing Street ad un inquilino conservatore nella persona di David Cameron.

Ma,perlomeno,il rude e tenace Premier potrà giocarsi tutte le proprie carte essendo riuscito ad uscire indenne da una incredibile sequela di eventi nefasti.

A partire dalla crisi finanziaria ed economica,ancora in pieno corso,che ha messo alle corde la Gran Bretagna con il rischio,al momento scongiurato,di un downgrading dell’affidabilità del debito nazionale con tutte le conseguenze del caso e con gli effetti devastanti di una disoccupazione galoppante che ha risvegliato mai sopite tentazioni protezioniste.

Dopo una partenza incerta,l’Esecutivo ha deciso di seguire in pieno la ricetta Obama puntellando il fragile sistema creditizio con un oneroso piano di sostegno assai impopolare ma unico rimedio per evitare una bancarotta in stile islandese.

Sul fronte più specificatamente politico,il 2009 sarà ricordato per lo scandalo dei rimborsi parlamentari,un’onta per i contribuenti britannici che hanno visto dilapidare molti loro quattrini in spese a dir poco discutibili.Ovviamente nel centro del mirino è finito il partito al potere costretto,dopo secoli,a far dimettere lo Speaker della Camera dei Comuni,figura quasi sacrale tra gli scranni di Westminster.E questo nonostante i partiti all’opposizione,Conservatori e Liberal-Democratici fossero coivolti,a loro volta,assai pesantemente nel torbido affare.

Tanto bastava perchè all’interno del Labour in tanti si muovessero per trovare una nuova leadership onde evitare una probabilissima catastrofe,sanzionata dall’unanimità dei polls.

Ma dopo lettere pubbliche, dichiarazioni al vetriolo,ultime quelle di due ex-ministri recentemente giubilati,e levate di scudi i notabili del partito hanno optato per il sostegno pieno a Brown che ha anche incassato da costoro l’impegno per  un manifesto più radicalmente riformatore con una serie di iniziative istituzionali,economiche e sociali in grado di attrarre un elettorato a dir poco perplesso della gestione corrente.

Potrebbe non bastare a rovesciare i pronostici,ma perlomeno a garantire una uscita di scena dignitosa per un uomo assurto alle massime responsabilità di governo nel peggiore dei momenti possibili.

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Una Risposta to “Brown’s sugar”

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