Voto a perdere

Il vincitore vero della tornata elettorale che ha coinvolto le 26 regioni francesi(possedimenti d’oltremare inclusi) è l’assenteismo.

Nessuna novità sostanziale ,si direbbe,se rapportato all’andazzo del trend crescente di disaffezione da voto presente in ogni democrazia “matura”.

Quello che colpisce,nel caso preso in esame,è,tuttavia,la proporzione massiccia del fenomeno: per la prima volta,nella storia repubblicana,il numero di coloro che hanno preferito disertare le urne ha superato quello dei votanti.Questo nonostante l’indubbia valenza politica del test anche in presenza di un impegno piuttosto fiacco,a dirla tutta, dei due principali partiti coinvolti.

Questa premessa risulta fondamentale per poter avere un quadro più preciso dei risultati acquisiti.Che sono essenzialmente questi: una severa sconfitta della maggioranza presidenziale dell’UMP che coinvolge sia l’Eliseo che Palais Matignon e una contestuale avanzata della gauche nelle sue varie componenti.

I socialisti,pur dilaniati da annose liti interne, hanno beneficiato dell’irresolutezza confusionaria del Governo Fillon,incapace di dar corso alle riforme ineludibili tanto roboantemente declamate,ridiventando il primo partito con quasi il 30% dei consensi.

Buono anche lo score degli ecologisti di Cohn-Bendit,al primo vero banco di prova dopo lo straordinario exploit delle europee 2009.Il Fronte della sinistra,neoformazione che riunisce fuoriusciti socialisti e comunisti “ortodossi” raggiunge quasi il 6%(anche qui una conferma).

Disfatte per l’unica vera novità degli ultimi anni, il MODEM di François Bayrou,ridotto ad un misero 4% e per gli ultràs trotzkisti di Olivier Besançenot,anch’egli étoile precocemente offuscata della scena politica transalpina.

Torna a ruggire,invece,il campione dell’estrema destra xenofoba Jean-Marie Le Pen, il cui Front National si avvicina ai valori a due cifre di qualche anno fa.

Questo il responso che avrà indubbie ripercussioni nelle prossime settimane,almeno a livello dei palazzi ufficiali che si contendono il controllo della malandata macchina amministrativa della République.Ma  per molti,la maggioranza, da lunedì si ritornerà alle incombenze quotidiane rese complicate da una crisi economica senza fine e dall’incapacità sostanziale di ricevere delle risposte.Sia da parte degli sconfitti,sia da quella dei vincitori di oggi e,forse,di domani.

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