La Grande Fuga

Dato preliminare ed ineludibile di questa tornata di elezioni regionali è senz’altro la marea astensionista che sembra aver colpito trasversalmente gli schieramenti in campo.Anche perchè di alternativa tra le due principali compagini,in realtà,non si è ravvisata ombra alcuna.Medesimi programmi omnibus,spesa pubblica a manetta,promesse di impegno sotto le rassicuranti sembianze di incentivi,premi,investimenti,come ottimamente segnalato su “Chicago blog” qualche giorno fa.Insomma,le nozze coi fichi secchi,considerando che il fiume di denari proveniente dall’Europa andrà presto ad esaurirsi.Ma tant’è:le promesse,in campagna elettorale,sono un evergreen irrinunciabile.La nausea,cionostante,cresce ed il livello finale di affluenza,il 64% circa,testimonia del malessere che come già in Francia prelude ad una profondissima,e forse irrimediabile,crisi di sistema.Il resto è ordinaria cronaca di proclami contrapposti,dispute cabalistico-numerologiche e soporifere comparsate nei confortevoli salotti televisivi.La Lega Nord è riuscita nel tentativo di accreditarsi come partito di governo e di lotta secondo l’aureo schema che fu ,in anni lontani, del PCI berlingueriano e raccoglie un consenso mai così elevato e,forse,due poltrone da Governatore,Bresso permettendo.Un exploit previsto e foriero di future schermaglie con il partito-collega di maggioranza.Il quale,a dir la verità,non subisce quel tracollo che alcuni si attendevano e porta a casa due realtà,Calabria e Campania, già amministrate,pessimamente,dal centro-sinistra.Sarà una sfida da far tremare i polsi ai neo-eletti(?) Scopelliti e Caldoro.La Puglia conferma il laboratorio Vendola,in virtù non solo dell’innegabile carisma personale del personaggio,ma anche per il suicidio del fronte moderato,presentatosi con due candidati.Sicuramente un importante trampolino di lancio verso mete più ambiziose per il riconfermato Governatore e leader nazionale di Sinistra e Libertà.Nel Lazio occorrerà,invece, attendere, come consuetudine ,fino a notte fonda per avere il risultato definitivo della corsa.Per chiudere,da segnalare l’ingresso nei palazzi dell’antipolitica di Beppe Grillo che riuscirà,almeno nella rossa Emilia,a far eleggere qualcuno dei suoi candidati “a cinque stelle”.Su tutto e su tutti incombe,comunque,quella spada di Damocle dell’apatia generalizzata di cui si parlava in principio di questa breve analisi.Con questa dovranno fare i conti i nuovi amministratori e con la sgradevolissima impressione che il tempo per raddrizzare la rotta sia oramai scaduto.

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