Il Ritorno dello Jedi

Avevamo lasciato Ron Paul due anni fa apparentemente sconfitto da quell’establishment politico americano terrorizzato dall’idea di una possibile seconda rivoluzione che si rifaceva alle antiche ma attualissime parole della dichiarazione di indipendenza e della costituzione degli Stati Uniti d’America.Da allora gli avvenimenti sembrano precipitare nella direzione prevista dal coriaceo Congressman texano.I vincitori del 2008 attraversano,infatti, gravissime difficoltà.Barack Obama è alle prese con un tracollo d’immagine impressionante.Frutto di una politica economica scriteriata,gabellata per panacea di tutti i mali causati da un sedicente “iperliberismo”.I Repubblicani beh…devono vedersela con la propria base incazzatissima per il sistematico tradimento dei principi inscritti nella ragione sociale del Great Old Party: meno stato, meno tasse,più libertà.Solo ora i notabili iniziano ad avvedersi del colossale errore commesso nel 2008 preferendo i vecchi marpioni politicanti all’ex candidato presidenziale dei libertarians.E,non a caso,i papabili per la nomination in vista delle prossime presidenziali si sono messi a corteggiare spudoratamente il popolo dei tea parties,vera dirompente novità del quadro politico a stelle e strisce.Ma qualcuno,indovinate chi,potrebbe frapporsi tra loro e i vari Romney,Pawlenty,Palin,facendosi interprete delle istanze più profonde e sentite di un segmento crescente di elettorato che potrebbe benissimo,ed in tempi relativamente brevi,diventare maggioranza.Sì,ignorato dai media del main stream liberal,il Dottor No emerge da un sondaggio della Rasmussen come l’unico possibile sfidante di un Obama indebolito,ma ancora potente nei santuari mediatici.In un’ipotetica sfida il Presidente uscente prevarrebbe su Paul di strettissima misura (42% contro 41) e,particolare interessantissimo,l’outsider vincerebbe il confronto (58%) tra gli indifferenti o i poco interessati alla politica,mentre Obama risulta plebiscitato (95%) da coloro i quali di politica campano, in maniera diretta o indiretta.Mai è stato possibile ravvisare una cesura tanto netta nella tradizionale dialettica bipartitica americana che si trascina da un secolo e mezzo,tra alti e bassi.Ed è il chiaro sintomo che il paese faro di libertà ha la seria intenzione di battersi contro il vorace Leviatano e sconfiggerlo “in nome di quanto di meglio è nello spirito di ogni uomo” come già invitava a fare Ayn Rand.L’uomo ha già annunciato di non avere l’intenzione di correre per la massima carica,ma anche Cincinnato,figura cara a molti patrioti americani,nel momento del bisogno decise di assumersi le proprie responsabilità.Speriamo vivamente che l’illustre esempio storico abbia un seguito.

il link alla notizia:  http://blogs.ajc.com/jay-bookman-blog/2010/04/14/ron-paul-obama-in-dead-heat-for-2012-says-rasmussen/?cxntfid=blogs_jay_bookman_blog

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