Condom nelle scuole: un doveroso atto di coerenza

Di educazione sessuale nelle scuole si sente molto parlare ma quali sono state le effettive misure fino a questo momento? Vaste sono le iniziative poste all’attenzione dei giovani, a partire dall’aborto, sul quale sono concentrate la stragrande maggioranza delle forze, fino alle imbarazzate informazioni sui metodi anticoncezionali, seppure essi siano alla base della problematica sull’interruzione volontaria di gravidanza.

Il dilagante spirito pudico, quello che spesso si concreta sulla bocca della gente attraverso il noto “non sta bene che…”, ha fatto sì che tra teoria e pratica venisse a mancare una linea di giunzione. In un simile contesto degno di nota si rileva il coraggioso atto di coerenza posto in essere dal liceo Garibaldi di Palermo che, a seguito di un ciclo di incontri sul tema “sessualità”, ha deciso di installare, senza non pochi problemi, dei distributori automatici di preservativi. Le macchinette, per privacy, verranno installate nei bagni, dove gli studenti potranno finalmente acquistare i condom a prezzi “politici” ed in totale riservatezza.

La decisione, che segue il sentiero tracciato dal liceo Keplero di Roma, si è da subito mostrata problematica. La maggiore preoccupazione, che ha destato subbuglio durante la seduta del consiglio di istituto, è legata alla possibilità che l’installazione dei distributori possa effettivamente spingere i giovani al concreto uso dei condom: patema alquanto vano. Al contrario, all’iniziativa va il merito di agire come semplice rimedio ad eventuali azioni che, senza un’adeguata informazione alla base, potrebbero portare a conseguenze indesiderate.

“Compito che dovrebbe spettare ad un genitore” argomenta qualcuno, come la professoressa di latino che si domanda il perché debba essere proprio la scuola ad insegnare la sessualità agli studenti. Sulla questione si potrebbe ribattere menzionando l’attuale contesto sociale in cui lo sfuggente dialogo genitori-figli si rivela sempre più impacciato e, molto spesso, delegare ad esterni compiti così delicati giunge ad essere la soluzione più efficace. Il ruolo della scuola sarebbe nel complesso non sostitutivo ma complementare a quello dei genitori in quegli ambiti in cui una parola è poca ma due non sono mai troppe: la protezione dalle STD (malattie sessualmente trasmissibili) ne costituisce un valido esempio.

Mentre la situazione all’estero, come di sovente accade, può già essere definita all’avanguardia, le scuole italiane che ospitano distributori di condom al loro interno si contano sulle dita di una mano. Ci auspichiamo che la vicenda del Keplero, insieme alla decisione del consiglio provinciale di Roma che nel giugno del 2009 permise l’installazione delle macchinette nelle scuole della provincia, faccia da apripista ad una tendenza destinata a non esaurirsi.

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