Mistificare la realtà

Nel corso della storia, i millantatori comunisti hanno sempre cercato di mistificare la realtà a loro favore. A volte si mascherano da social-democratici, altre da ecologisti, ma la voglia di imporre le loro malsane convinzioni e di livellare a un bieco collettivismo la società intera rimane intatta. L’ ultima favoletta di Esopo narrata dai neo-bolscevichi afferma la alquanto improbabile morte del pensiero keynesiano. In un momento di assoluto statalismo assistenzialista, i mistificatori rossi hanno il coraggio di affermare che il nuovo ordine mondiale si basi sul neo-liberismo, il che, passati in rassegna i governi in carica nel mondo e le politiche economiche da loro attuate, è a dir poco schizofrenico. Tristi e rassegnati, con fare vittimista ricordano terrorizzati i tempi della Thatcher e temono il loro ritorno; sono così abituati a fare opposizione che non si rendono conto nemmeno del successo che le loro follie assistenzialiste stanno riscuotendo. Non vi è infatti un governo nei paesi più sviluppati del mondo che possa definirsi (nei fatti) liberista; perfino il forte degli Stati Uniti, da sempre faro di libertà economica, è stato espugnato da un socialista DOC come Obama, eletto grazie al populismo di cui la sua riforma sanitaria è intrisa e al carisma che un nero al potere esercita, purtroppo, sui suoi fratelli di colore che riponevano in lui la speranza di un nuovo Nelson Mandela, ma quanta differenza con il presidente sudafricano! Protezionismo, nazionalismo, proibizionismo, tassazione estrema, finanziamenti abnormi alle aziende “too big to fail” e ciliegina sulla torta, la banca centrale europea che mira a livellare l’ economia di tutti i paesi membri dell’ unione-fantoccio, alias euro-follia (si veda il caso greco). E si ha la faccia di definire questa economia “liberista”? Se l’ ordine verso il quale ci muoviamo mira alla liberalizzazione del mercato perseguendo le linee guida appena elencate, sinceramente preferisco il piano NEP di Lenin, e non dico un eufemismo. D’ altronde, conoscendo le tecniche di comunicazione dei nostalgici dell’ URSS, basta accendere la TV e spegnere il cervello per bersi le loro menzogne e, purtroppo, in un paese il cui livello culturale è in caduta libera, il popolo “contento e coglionato” batte le mani a chi lo esproprierebbe ben volentieri dei suoi averi e lo priverebbe di ogni libertà di iniziativa, si sa, nel nome del “bene comune”!

 Daniele Venanzi

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