La Conversione

Per aiutarvi a capire la situazione a dir poco inusitata che si sta sviluppando nella Provincia canadese del Québec è necessario ricorrere ad un flash-back.

Dagli anni sessanta il Québec è diventato una sorta di “Stato-Provvidenza” tutore del bene collettivo.Chiunque si fosse azzardato a rimettere in questione questo postulato,veniva immediatamente tacciato di essere un nemico del popolo o di essere un nostalgico dell'”età delle tenebre” ( così i critici definivano il lungo governo dell’arci-conservatore Maurice Duplessis,noto per il suo viscerale anti-comunismo e l’opposizione ferrea al sindacalismo organizzato).

Durante il successivo periodo della storia provinciale, conosciuto come  la “Rivoluzione tranquilla” coincidente,grossomodo,con gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso,diversi governi si adoperarono per trasfomare un paese essenzialmente rurale in una prospera (e costosa) società postindustriale.Tra le principali tappe di questo processo ricordiamo: la nazionalizazione dell’energia elettrica (1962) ,la nascita del sistema di pubblica istruzione (1966) cui fece seguito quello della sanità statale.Ricordiamo anche l’introduzione del principio del “no-fault” nel campo delle assicurazioni auto che poneva a completo carico dello stato le spese per i rimborsi sui sinistri e sui danni alle persone fisiche.

Ora,accade un fatto davvero singolare: che l’autrice di questa ultima “riforma”,la signora Lise Payette,già Ministro, ha scritto un articolo comparso sul  giornale gauchiste “Le Devoir”,per suggerire alcune soluzioni per uscire dal prevedibilissimo e catastrofico deficit delle pubbliche finanze.

E,udite udite,una di queste soluzioni consisterebbe nella semplice…abolizione del Ministero della pubblica istruzione.Tra le motivazioni addotte c’è la costatazione,e non occorreva del genio per arrivarci,che il sistema è diventato troppo burocratizzato e demotivante l’impegno degli alunni e del personale docente.Per darvi un’idea di quale sia l’attuale stato delle cose vi basti sapere che è in atto una fuga massiccia dal pubblico verso progetti privati alternativi come la “Laurea Internazionale” che io stessa attualmente frequento.

Altra spia eloquente è il tasso di abbandono scolastico,giunto oramai ad un ragguardevole tasso del 30%,media ponderata del 27% femminile e del ben più preoccupante 33% maschile.

Trovate comico tutto ciò? Non avete ancora visto nulla! i Lettori di questo giornale,il più a sinistra dello spettro politico locale ricordiamo ancora,approvano e si spingono a chiedere l’abolizione delle commissioni scolastiche,organo intermedio tra il Ministero e gli Istituti,e,addirittura, del Ministero della Sanità proponendo che lo Stato metta a disposizione fondi solo in casi di stringente necessità e per via telematica ai diretti interessati.Nessuna intermediazione,dunque,nessuna concessione al parassitismo istituzionalizzato.

Come non bastasse,nessuno si accora più di tanto per i circa 4000 funzionari che dovrebbero perdere il proprio comodo posto di lavoro in seguito a questo cambiamento.D’altronde,rispondono i cittadini interpellati sull’argomento,poco ne risentirebbe il tasso di disoccupazione che viaggia attorno al 4% e si tratterebbe ,quindi, di un sacrificio più che tollerabile…

La rimessa in discussione dei privilegi acquisiti è un segnale assai positivo,nessun dubbio.Ma giova anche ricordare che quando Maxime Barnier,deputato conservatore ed eminente liberario,andava dicendo cose simili e aggiungeva che la vera indipendenza consisteva nell’indipendenza dagli strumenti di corruzione distribuiti dallo Stato federale fu trattato alla stregua di un provocatore tra gli schiamazzi delle tante anime belle sempre pronte ad indignarsi.Questo per ricordare che la logica del”due pesi,due misure” è davvero dura a morire…

Vicky Rodgers

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