Chi ha paura dell’uomo nero?

Tutto come previsto,o quasi,in Olanda dove si son svolte ieri le elezioni legislative per il rinnovo del Parlamento bicamerale.

Quasi perchè non erano in tantissimi ad attendersi il colpo di reni del Partito per la Libertà di Geert Wilders,il vero trionfatore della tornata con i  suoi 24 seggi.

Clamorosamente sconfessati tutti gli analisti che davano in arretramento una forza politica che non ha mai fatto del solo contrasto all’islamizzazione la sua unica battaglia.Tant’è che,se qualcuno fosse andato,con un po’ di pazienza, a leggersi la piattaforma del PPV vi avrebbe trovati molti riferimenti pro-market di genuina impostazione thatcheriana come tagli alle tasse ed al pesante e macchinoso welfare olandese.

Politiche quanto mai opportune per i difficili momenti in corso ancorchè impopolari e,purtroppo,tardive.Perchè il precipitare degli eventi,come già prevedevano ed ammonivano gli economisti della cosiddetta “Scuola austriaca” imporrà ben altre scelte assai più radicali.Come,ad esempio,il ritorno ad una forma di gold standard,l’esautoramento delle onnipotenti banche centrali ed un pesantissimo ridimensionamento della spesa sociale.

Ma ,tornando in tema,non è un caso che un altro dei vincitori della competizione sia il Partito liberal-Conservatore(VVD) di Mark Rutte,paladino di ricette di austerithy molto simili a quelle di Wilders,ma senza condividerne l’euroscetticismo radicale.

Stabili,in leggero calo i Laburisti,che molti ipotizzano in futura coalizione proprio con i liberal-conservatori.Senza spiegare come sia possibile la coabitazione fra due visioni dell’economia piuttosto inconciliabili.Su molti temi,infatti,i due contendenti maggiori (31 e 30 seggi) la vedono in maniera diametralmente opposta come sui sussidi ai disoccupati o i bonus bebè piuttosto che sulla deduzione fiscale delle ipoteche immobiliari.

Un rompicapo di difficile risoluzione,insomma.Nè varranno molto a districarlo la disponibilità manifestata da due partiti minori,ma in salute, ad entrare in un futuro gabinetto multicolore.L’ingresso dei liberali di sinistra di D66 e dei Verdi complicherebbe solo il quadro,infatti, piuttosto che semplificarlo.

Fuori gioco i Democristiani,dimezzati dal voto,e lo stesso Wilders che sarà messo da parte per le note ragioni.Nonostante lo stesso si sia detto disposto a “fare un passo indietro” nel caso di una trattativa per l’ingresso nella stanza dei bottoni.

Le prossime settimane saranno dirimenti,almeno questo era l’auspicio formulato a caldo da tutti i protagonisti.

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