I due Titani

Di Josè Saramago rimuoverò senza indugio quello che,per converso,tanto appassiona molta stampa italiota dedita al rivoluzionarismo da salotto: l’anti-israelismo per partito preso e lo sport nazionale ed internazionale del tiro al Berlusconi.Il quale,per altro,non ha che da trarre giovamento da tanto accanimento come ampliamente attestato,per tabulas,dalle recenti vicissitudini elettorali.

No.Il Saramago che ricorderò è quello di una scrittura straordinaria,allegorica eppure affilata quanto una spada da samurai,disperata quanto ricolma di fede nell’umanità.O, mutuando le parole di un’ autrice ai suoi antipodi per convinzioni, impegnata “in nome di quanto di più nobile vi sia nell’anima umana”.

Prendiamo,a mo’ di esempio, il suo sostegno accorato ed appassionato alla parabola umana ed anche politica,nel senso più alto del termine,di Luca Coscioni,moderno Prometeo nella lotta contro una malattia terribile,la SLA,e contro l’assurdo proibizionismo oscurantista di troppi che dicono di aver a cuore l’uomo nel suo percorso di vita anche oltremondano (almeno per chi ci crede).Ebbene,mai,ho avuto la possibilità di leggere parole tanto accorate e tanto dense di spiritualità come quelle pronunciate in risposta all’appello in favore della candidatura di Luca al Parlamento Italiano.Candidatura che non mirava ad ottenere una cadrega da difendere ad ogni costo,come è nel DNA di tanta,pessima politica nazionale,ma a portare avanti idee tanto popolari quanto censurate dai custodi del potere e della morale: l’inviolabilità delle scelte individuali e la libertà della ricerca scientifica.

Naturalmente gli stessi che ora piangono la morte del grande scrittore comunista si guardarono bene dallo spendere un’oncia di inchiostro e del proprio preziosissimo tempo in supporto  dell’uomo con la carrozzella che non si avvicinò nemmeno a Montecitorio.

Ecco, prima che la sensazione di schifo prenda il sopravvento lascio il campo a Josè ed al suo canto per un uomo libero:

“Attendevamo da molto tempo che si facesse giorno, eravamo sfiancati dall’attesa, ma ad un tratto il coraggio di un uomo reso muto da una malattia terribile ci ha restituito un nuova forza. Grazie, per questo”.

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