Gli illegittimamente impediti

Berlusconi, affranto dal dibattito federalista antico quanto la Repubblica stessa, ha ben pensato di istituire un ministero privo di portfolio per vigilare l’ attuazione della riforma più discussa e meno realizzata della storia dell’ Italia postbellica.

 Molti l’ avevano bevuta, ma le intenzioni, ovviamente, si sono rivelate meno nobili di quello che si potesse pensare.

Ma, come sempre, fare un processo alle intenzioni appellandosi al moralismo scade puntualmente nella retorica qualunquista.

 Il buon senso dovrebbe riportare l’ attenzione della vicenda Brancher sui difetti di sistema che ne hanno reso possibile l’ attuazione; perché si sa, serbare fiducia nell’ eticità e nella correttezza degli uomini di governo molto spesso non paga. Da condannare è la legge che permette allo scandalo scoppiato riguardo al ministro in ombra di bloccarne il processo in corso, conferendo in tal modo uno status sociale di privilegio indecoroso al politico in questione.

Uno dei principi fondanti di una democrazia liberale afferma che tutti i cittadini sono indistintamente portatori dei medesimi diritti e dunque uguali di fronte alla legge. Un sistema dove questo semplice assioma non è rispettato ricorda fedelmente i regimi aristocratici, dove i membri di una casta godono di ingiustificati privilegi che rendono possibile il loro compiere malefatte sfuggendo alla legge che condannerebbe fermamente un qualsiasi altro cittadino che abbia compiuto lo stesso reato.

 Nella postmodernità assistiamo alla crisi delle vecchie istituzioni sociali, e di certo l’ ideale aristocratico non sfugge alle critiche dei nuovi pensieri; per questo è inconcepibile oggi giustificare lo stato di privilegio di un individuo, dal momento in cui è ormai impensabile farlo appellandosi al diritto divino o al contratto sociale stipulato con gli antenati del “nobile” in questione. Gli affaires come quello di Brancher fanno notizia proprio per questa indignazione popolare diffusa, scaturita dalla mentalità contemporanea e non tanto dall’ immoralità dell’ atto in sé.

 Tornando ad analizzare il lato giuridico della questione, è innegabile l’ urgenza di abrogare qualsiasi tipo di emendamento che ponga i membri della casta politica al di sopra di ogni legge, o il caso Brancher sarà ulteriore testimonianza di quanto poco democratica sia la “democrazia” vigente in Italia. L’ eticità dell’ accaduto la lasciamo discutere ai moralisti.

 Altro che legittimo impedimento, qui siamo solo illegittimamente impediti

 Daniele Venanzi

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