La questua

Avvezzi, da beati possidentes, alla bonanza dei milioni proveniente dalle casse sconquassate del pubblico erario, i tenutari dell’informazione pubblica e parapubblica proseguono nel fuoco incrociato  contro qualsiasi pur timida velleità governativa di austerithy.

 Così,guai a ritirar fuori il tema annoso dell’abolizione del Canone RAI,vera dannazione dello sparuto drappello di liberisti nostrani. Chi parlasse in questo senso, infatti, verrebbe immediatamente  stoppato in nome dell’irrinunciabile “servizio” che ci viene ammannito con devastante tenacia.

 Bastava del resto avere la ventura di assistere allo scempio consumatosi in occasione dei recentissimi mondiali pallonari: un’orgia di autoglorificazione, un delirio di pressapochismo, una fiera delle vanità senza alcuna allusione letteraria, va da sè. E sì che l’umore popolare oltre al buon senso concordano oramai nel reclamare la fine dell’odiato balzello e l’immediata privatizzazione dell’anacronistico carrozzone.

 Nulla da fare! La Politica tricolore,fatte le doverose eccezioni, radicali,libertari e pochi altri, continua a trincerarsi dietro la mistica del bene comune che maschera malamente le pudenda degli interessi di casta.

Ad asseverarlo basti considerare il comportamento dell’attuale maggioranza di governo, ma, lo ripeto,il discorso può esser fatto a parti invertite: solenni promesse in campagna elettorale,stucchevole minuetto di corte una volta conquistata la posta ed i posti.

 Per passare ad altra dolente nota, il sovvenzionamento statale alla stampa e la cultura,anche qui,da buon paese controriformista,i beneficiati sono abilissimi a levare alti lai una volta toccati nel vivo. Ed ecco , inventato di sana pianta, un cervellotico “diritto alla cultura”cui i paventati,ed in realtà assai edulcorati, interventi della scure tremontiana attenterebbero. Per cui si è pronti a lottare scendendo in piazza, un tempo luogo di emozioni collettive ora ridotto a palcoscenico del chiagn’ e fotte di categoria.

 Non importa quanto ridicola sia la rivendicazione, non importa quanto  la semplice idea dell’uomo di cultura servo del Leviatano o colax di classica memoria possa far ribrezzo.

D’altronde che volete? In tempi di piattume nichilista anche una buffoneria da giullare passa in cavalleria…

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