Tempo scaduto

Con la fervida immaginazione che connota magna pars della stampa continentale, diversi opinionisti rinomati e facili ad inventare definizioni più o meno brillanti parlano e scrivono di una “ventata liberista” in atto, manco si trattasse di un uragano caraibico pronto a fare strame di quell’illusione welfarista che ha pervaso le liberal-democrazie occidentali negli ultimi decenni.

 Salvo omettere ,non a caso, una spiegazione plausibile agli accadimenti e continuando pervicacemente, invece, ad agitare gli spauracchi logori della macelleria sociale e dell’attacco ai diritti acquisiti.

 Intendiamoci: che la situazione economica complessiva degradi vieppiù è un’acquisizione incontestabile. Ma quanto di tutto ciò è dovuto alle dinamiche della globalizzazione dei mercati e quanto, piuttosto, alla refrattarietà della politica statale, cui viene delegato,per via elettorale, il compito di prendere le decisioni?

Ora,noi,per lunga e dolorosa frequentazione con il dominio della politica abbiamo appreso che essa costituisce un freno, una potente forza di attrito all’espletamento delle potenzialità economiche di una società e degli individui che la compongono.

Il risveglio, quindi, risulta assai brusco, non tanto per i provvedimenti che i singoli governi si trovano a dover mettere in atto pena il fallimento, ma per la sistematica menzogna propalata da almeno un secolo. Quella, per intendersi,che attribuiva ad un grande ed incontestabile istituto pubblico, la Banca centrale , la missione salvifica di tutelare il feticcio-moneta dagli “sconvolgimenti” del mercato. Come per cascata i corollari che ne son derivati, il patto scellerato tra i custodi dell’ortodossia monetaria ed i rappresentanti eletti della macchina statale in primis ,hanno determinato l’attuale bailamme di cui non si intravedono che i primi segnali.

 L’equazione benessere in cambio di debito non funziona più nonostante gli espedienti sempre più marchiani escogitati per tentare di correre ai ripari: ristrutturazioni, tagli alle spese, riforme strutturali. Rimedi inconsistenti per combattere la  più terrificante delle distopie apparse sulla faccia della terra: l’aver  abbandonato l’economia reale in favore di un iperuranio cartaceo.

Teniamoci forte:la cambiale faustiana è in scadenza

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