Il Nemico del popolo

Il crollo di una porzione cospicua degli splendidi affreschi pompeiani come metafora incarnata del decadimento nazionale apparentemente interminabile ma sempre più accelerato sul piano inclinato della mediocrità e dell’insipienza.Quelle impersonate dal complesso fascio di interessi particulari dominanti che sotto l’usbergo del bene pubblico ha sempre ben pensato piuttosto a svuotare le tasche dei cittadini continuando a curare con abilità gli affaracci propri.

Questo lo spirito col quale mi sono sottoposto ieri sera, con una riluttanza suprema lo devo ammettere, alla tortura di assistere ad un programma televisivo sedicente di approfondimento che è riuscito, non che ne dubitassi in verità, solamente a sprofondare ulteriormente la mia fiducia nella democrazia rappresentativa e nei suoi pretesi cani da guardia del quarto e quinto potere unificati.

Tanto più che a menare le danze del tutto c’era quel noto tribuno della plebe noto per aver occupato, tra una concione infiammata ed una tirata moralistica, gli scranni della più inutile tra le istituzioni esistenti sul globo assieme all’ONU ovvero l’imbelle e costosissimo Europarlamento.

Ovviamente parlo della puntata settimanale di “Anno Zero”, nome assai appropriato come indicatore matematico del livello di elaborazione culturale colà espresso.Perchè ad infarcire il sermoncino con formulette strappa-applausi e paroloni intimidatori son bravi in molti, specie in un paese di retori,ruffiani e giullari come il nostro.

Se consideriamo,poi,oltre alla maestria del conduttore e l’attitudine di molti ospiti anche gli indegni borborigmi della claque di plauditori o intemperanti accuratamente selezionati come pubblico, ecco che il gioco è fatto e l’incauto San Sebastiano di turno, chiamato a difendere le proprie ragioni in partibus infidelium, può essere infilzato dalle saette di un tribunale del popolo di staliniana, o maoista se preferite, memoria. Esattamente il destino riservato iersera al rappresentante di “Tea Party Italia”, David Mazzerelli, allorquando si è azzardato a formulare una proposta sensatissima come quella della vendita o compartecipazione di soggetti privati alla gestione di parte del patrimonio monumentale italiano.

 Apriti cielo! il bestemmiatore è stato immantinemente esorcizzato dalla platea inferocita e dai prof assisi in poltrona.”I privati mangiano tutto!” l’urlo di battaglia declamato con pindarica e stentorea sicumera. Nemmeno un pensierino,piccolo piccolo da dedicare al plurimiliardario spreco di risorse pubbliche,all’inettitudine di elefantiaci carrozzoni incaricati di sovrintendere alla sicurezza e manutenzione dei siti, alla scandalosa improntitudine se non criminale malversazione di legioni fameliche di politicanti meschini e corrotti.

Nulla di tutto ciò. Solo la triste giaculatoria del risentimento e l’ottusa pretesa collettivista di rappresentare la voce del buon vecchio senso comune.Che da queste parti si identifica col fascio-comunismo narcotizzante responsabile dello sfacelo generale.

Tanto è bastato a disturbare alquanto il mio riposo notturno.Ma con i tempi che corrono credo che l’isonnia diverrà una costante.

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