La solita minestra del riscaldamento globale

Sintomatico costatare come,questa volta, lo spazio occupato nei media dall’ennesima kermesse sul clima sia stato piuttosto ridotto. Trascorsi i momenti ruggenti nei quali Kyoto, riscaldamento globale, livello di emissioni risuonavamo come parole d’ordine incontestabili e mobilitanti, assai poco è rimasto del fiume d’inchiostro versato da mille autorevolissimi ed alle volte tronfi calamai.

 Giusto qualche articoletto vergato con stile anodino e sapore di rimasticatura postprandiale. Le verità del vangelo ambientalista hanno fatto la fine di ogni articolo di fede: corrotte dall’ottusità dogmatica, svuotate dall’abuso perpetrato da interessate burocrazie di sicofanti autonominatisi difensori del bene e della salute comune.

 A contribuire al clima piuttosto dimesso che ha accompagnato la riunione di questa compagnia di giro in quel di Cancùn, nel Messico, gli effetti deflagranti del climategate, la serie di rivelazioni che negli ultimi anni hanno frantumato il muro omertoso costruito dagli assertori dell’origine antropica di ogni catastrofe.

E così, per non tornare a casa con la coda fra le gambe ci si è contentati di prolungare l’agonia del celeberrimo protocollo nipponico, ripudiato dagli stati più influenti del globo, USA, Cina e India in testa, in attesa del suo ineluttabile seppellimento. In più, come non bastasse, si preannuncia l’istituzione dell’ennesimo fondo verde per accompagnare il cammino virtuoso dei paesi in via di sviluppo. Naturalmente omettendo di specificare i metodi necessari alla raccolta di circa 100 miliardi di dollari l’anno, non esattamente bruscolini in tempo di recessione globale.

Tutto qua. Quanto basta per sentirsi la coscienza a posto e continuare nel giochino di Prometeo che reca il fuoco della conoscenza al povero volgo inclita

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2 Risposte to “La solita minestra del riscaldamento globale”

  1. Ce lo aspettavamo tutti d’altronde, eh si; la versione da collezionisti di “Una Scomoda Verità” presto invederà tutti i mercati, in modo che per Natale tutti si uniscano al delirio consumistico (chi risparmia, infatti, è amico del Grinch e “merita” di estinguersi perchè bisogna essere tutti “coesi” per “trainare” l’economia). Misteri del Keynesianismo. Ma se qualcuno subodorava già questo momento può benissimo trovare riparo in uno dei tanti igloo del nord Italia, ad esempio. Ohibò! Igloo? Mentre in Grecia nevica. Alla faccia del surriscaldamento! Nonostante ciò si vocifera anche una versione stereoscopica per il 2012.

  2. Come commentavo in altra sede: la coperta è sempre più corta…

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