L’Estinzione della specie

Spariti dalle cronache politiche della Narnia peninsulare e ridotti a percentuali da prefisso telefonico, i verdi italiani tentano disperatamente di risalire la corrente impetuosa che li spinge verso la totale estinzione.

 Tanto che, alludono scherzosamente alcuni commentatori piuttosto maligni, l’unica traccia rimasta del nobile colore tra i dirigenti dell’ambientalismo organizzato dimora nelle facce invidiose dei successi altrui.

 Eh sì, perchè da qualche anno il sole ride solo per le compagini omologhe d’oltreconfine, dalla Francia del vecchio marpione Cohn-Bendit, alla Germania, dove un sondaggio sorprendente piazza il partito che fu di Joschka Fisher ad uno stratosferico 22%, ad un incollatura dalla ex-balena socialdemocratica. In parecchi altri territori il consenso si avvicina o supera il 10, perfino in alcuni paesi anglosassoni notoriamente tiepidi e diffidenti verso l’ideologismo a volte monomaniacale dell’ecologismo impegnato.

 Ma cosa ha provocato, dunque, questa anomalia che ha tarpato le ali ad un movimento dalle prospettive elettorali piuttosto rosee?

Innanzitutto la disastrosa esperienza governativa offerta nei governi dell’alleanza di centro-sinistra. Indimenticabili, per la loro involontaria comicità, i siparietti del titolare all’ambiente, Pecoraro Scanio e del Sottosegretario alle finanze (chissà per quale ratio) Paolo Cento.

 La mediazione impossibile tra una demagogia irresponsabile e velleitaria e l’amministrazione, pessima, dell’esistente ha causato lo sconquasso, irrimediabile quanto fragoroso. Una catastrofe che appariva impensabile in tempi come questi con il riscaldamento globale, l’antinuclearismo, il terrorismo anti-OGM e l’animalismo duro e puro a farla da padroni ovunque, nei salotti letterari come sulle pagine dei più anonimi tabloid di provincia.

 Il risultato del fallout è sotto gli occhi dei soli cultori della materia: gli ultimi giapponesi riluttanti a farsi fagocitare dall’ armada vendoliana nel cartello Sinistra e Libertà, cui mano pietosa ha aggiunto una E  che i più leggono come congiunzione  ma che starebbe per “ecologia”, hanno tentato di rimetter su un minimo di organizzazione dopo il devastante congresso del redde rationem. Con un feedback miserevole, come già si diceva. E con la prospettiva di terminare ingloriosamente la propria storia tra riunioni di nostalgici e commemorazioni ufficiali un po’come già avvenuto in casa socialista.

Come anche in quest’ultimo frangente il rammarico non sarà propriamente dei più inconsolabili.

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