Dei contro

A sentirne parlare la si prenderebbe per una di quelle storielle narrate dal Guareschi nel suo “Don Camillo”, piccolo miracolo letterario in equilibrio perenne fra umorismo beffardo ed umanità.

 Ma,alle volte, la realtà trascende addirittura i limiti della creazione letteraria restituendoci una rappresentazione degli eventi tanto ulteriormente deformata da rasentare l’assurdo.

 Lo scenario della vicenda non è la bassa emiliana eternamente alle prese con il corso ora indolentemente sonnacchioso ora irruento del padre padrone Po, bensì una ridente località balneare bulgara affacciata sul Mar Nero.

 Oggi essa è conosciuta con il nome  locale, piuttosto anonimo a dire il vero, di Sozopol; anticamente veniva denominata Apollonia Pontica  in onore di una gigantesca statua dedicata a questa divinità dell’Olimpo poi trafugata dal generale romano Lucullo, esattamente quello dei noti banchetti, e finita ad adornare la magnificenza capitolina.

 Proprio la famigerata statua, o meglio una perfetta riproduzione della stessa, alta 13 metri, è il casus belli che ha acceso la miccia dello scontro durissimo tra il consiglio comunale della cittadina e la ancora potente chiesa ortodossa bulgara. Appena,infatti, conosciuta la deliberazione degli amministratori in favore della ricollocazione acconcia per il monumento, il locale vescovo, un tal Yoanikiy, non ha esitato a scagliare violentissimi anatemi contro gli incauti colpevoli di “arrecare un irreparabile danno morale e spirituale alla città di Sozopol ed ai suoi abitanti”.

Ma non contento, il prelato rincara la dose con un climax degno di un banditore da crociata : ” ‘Restaurare il culto degli idoli pagani è inaccettabile per la Bulgaria ortodossa che ha adottato il cristianesimo più di 1100 anni fa.” e ancora: “le affermazioni del Sindaco secondo le quali ora la nostra città potrà assomigliare a Rio de Janeiro e a Barcellona sono assolutamente false dato che lì campeggiano statue di Gesù Cristo, non già simulacri pagani”.

La chiusa dell’invettiva contiene il botto di fine anno visto che l’inquieto Yoanikiy chiama alla ribellione la intera comunità di Sozopol.

 Peccato che tanto zelo appassionato adombri, forse, un certo interesse materiale dal momento che nei pressi della stessa città furono scoperte, meno di un anno fa, alcune reliquie subito attribuite nientemeno che a S.Giovanni Battista. Che hanno contribuito a far diventare Sozopol un luogo di attrazione per numerosi pellegrini ed una fonte di introiti nient’affatto trascurabile per le anime pie dedite al turismo religioso.

Come dire che gli usi ed i costumi posson mutare, ma certe altre cose rimangono le stesse un po’ ovunque senza discriminazione di passaporto .

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2 Risposte to “Dei contro”

  1. Mi verrebbe da dire che questi poveracci stanno peggio di noi, ma non è così: i sottanoni più importanti li abbiamo in casa nostra.

  2. lafayette70 Says:

    Opinione che sposerei seppur con rito rigorosamente civile

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