Quel pasticciaccio brutto di Via Capruzzi

Tempi di austerithy, questi, e anche di una ostentata frugalità da parte dei tanti mestieranti che campano di politica in questa sfortunata ed irredimibile penisola. Naturalmente godendo dei generosi emolumenti gentilmente estorti ai comuni mortali, quelli tenuti ad ottemperare senza fiatare ai capricci di una corte versagliese sempre più insaziabile, tanto per intenderci.

 Ecco perchè ogni professione di virtù declamata nei toni melliflui che ben conosciamo lasciano sempre un tenace e sgradevolissimo fetore di truffa e ciurmeria da ribaldi professionisti.

 Un piccolo caso balzato agli onori delle cronache in questi mesi. Piccolo perchè in ballo sono un paio di milioni di Euro l’anno, poca cosa se pensiamo alle miliardate che alimentano l’apparato cui accennavo in precedenza.

 Ha assunto, infatti, i toni gravi della contesa giuridica la scandalosa norma che prevedeva un aumento  dei consiglieri regionali pugliesi in numero di otto. 78 in luogo dei 70 stabiliti originariamente dallo Statuto regionale votato nel 2004, circa due milioni, perlappunto, a dar fede alle cronache.

 Il TAR locale si è pronunciato nello scorso mese di agosto investendo del caso di specie nientemeno che la Corte Costituzionale, cui spetterà il parere dirimente. Quasi sicuramente nel senso di una prevalenza della legge statutaria su quella elettorale “riformata” nel 2005 per venire incontro alle esigenze di “governabilità”.

 Come non esistessero altri modi per dar seguito a questa effettiva necessità se non quelli di moltiplicare le cadreghe.

 La geniale pensata è da attribuire alla precedente giunta di centro-destra  capitanata dal buon Raffaele Fitto, ma reca la sanzione del consiglio all’unanimità, opposizione compresa,quindi.

 Giunti al 2010 si ritira fuori il tutto per far passare in cavalleria l’indispensabile premio di maggioranza supplementare per ristabilire il rapporto 60/40 tra maggioranza ed opposizione ritenuto l’optimum dai sommi legislatori dell’assise pugliese al fine di garantire un “armonico sviluppo dell’attività amministrativa”.

 Il bello è che a godere del frutto tanto ambito sarebbe non il PDL ed i suoi sodali ma il neo-Governatore Vendola. Che promette di battersi per congelare il monte stipendi del consiglio redistribuendolo tra tutti i rappresentanti del popolo senza gravare sulle tasche dei contribuenti.

 Staremo a vedere.

 Riguardo agli altri protagonisti di questa commedia mi limito a notare come una tardiva resipiscenza abbia indotto costoro a più miti consigli fino al punto da battersi con accanimento per evitare l’applicazione del pestilenziale cavillo votato con tanta faciloneria ed insipienza.

 Meglio tardi che mai, dopotutto.

Il pronunciamento del TAR pugliese : http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=361401&IDCategoria=1

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