Popolo d’Italia: corri alle urne!

L’imperativo,si sarebbe detto in altra epoca era categorico: Vincere!. E alla fine, seppur macchiavellicamente non badando ai mezzi, hanno vinto. Ma a quale prezzo?

 I notabili del PD, alle prese con la sfida delle primarie per la designazione dei candidati che affronteranno le elezioni municipali della prossima primavera, dovevano fronteggiare una vera e propria O.P.A ostile da parte della nave pirata vendoliana.

 L’insidia è stata sventata, l’emorragia arrestata con i successi di Bologna e Napoli che hanno premiato due fedeli apparatchniki della nomenklatura bersaniana: l’ex-Assessore felsineo Merola e il rampante euro-parlamentare Cozzolino, già braccio destro del capataz locale Antonio Bassolino.

 Tuttavia il rischio che la celebrazione del trionfo possa trasformarsi in una vuota kermesse con, perdipiù, una sgradevole coda polemica è altissimo. Troppo appariscenti i trucchetti messi in campo per non offrire il pretesto ad una ferocissima guerra intestina tra le varie anime del centro-sinistra e le fazioni interne al partito egemone della coalizione.

 Percentuali bulgare dei candidati ufficiali in diversi seggi, truppe cammellate dislocate secondo le esigenze, emolumenti in denaro o in natura agli elettori volenterosi hanno scatenato, da subito, un ininterrotto e veemente crepitio di polemiche. Termini quali truffa, brogli, macchinazione sono stati propalati e non a mezza bocca.

 Sprezzante, in particolare,il giudizio di Walter Veltroni, scottato dalla sconfitta del riformista Umberto Ranieri, dato per favorito nella corsa partenopea.

 La stampa si è subito impadronita, manco a dirlo, del ghiotto boccone ed ha sparato tra i titoli di testa i resoconti di queste tristi baruffe chiozzotte tra capponi manzoniani. Feroce, come sa essere, “Repubblica” che ha infierito con l’abilissima malevolenza che molti le riconoscono sparando a palle incatenate  su questa sceneggiata nel mentre la testata “alleata”, l’Unità, si abbandonava alla declamazione dei bollettini trionfali da grande armata napoleonica. Un gran bel contrasto: non c’è che dire!

 Archiviato l’evento che potremmo benissimo derubricare a stracco rituale di un’ordinaria partitocrazia autoreferenziale, fortunatamente morente, non resta che attendere il cimento primaverile ed il suo responso. Napoli costituirà la posta più ambita: una sconfitta nel capoluogo campano vorrà significare senz’altro che passare da Bassolino a Cozzolino non si è rivelato poi un grande affare per la ex-corazzata progressista. Ma questo già in molti sembrano averlo intuito.

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2 Risposte to “Popolo d’Italia: corri alle urne!”

  1. se questi sono i risultati e quindi le previsioni…la Campania può pure rimanere nella monnezza tanto alla gente non glie nè frega niente della monnezza gli interessa di più i contenitori di monnezze…!!! Il Garofano forestiero Rosso

  2. lafayette70 Says:

    Analisi sconfortante che non mi sento di confutare

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