L’Onda

Non passa oramai giorno senza che arrivino notizie di proteste in corso o in preparazione nel vastissimo caleidoscopio del mondo islamico per decenni cristallizzato dal confronto tra regimi autoritari apparentemente granitici da una parte e la marea montante dell’integralismo dall’altra.

Nemmeno il tranquillo Marocco sembra conoscere eccezione. Apertasi all’occidente con l’avvio di importanti riforme negli anni ’90 la monarchia paternalistica di Hassan II e del successore di questi ed attuale sovrano Mohammed VI inizia ad avvertire i pesanti contraccolpi della crisi inflattiva che sta sconvolgendo tutta l’area.

 L’onda d’urto partita da un’ oscura cittadina tunisina con il suicidio di un fruttivendolo ambulante, Mohammed al Bouazizi, dopo aver travolto il pluridecennale governo del presidente-padrone Ben Alì e messo con le spalle al muro quello del Raìs egiziano Mubarak sta, infatti, per raggiungere Casablanca e dintorni.

 Ne da notizia la stampa internazionale e quella spagnola in particolare, preoccupata di trovarsi un fattore di instabilità in un  ex dominio coloniale che ha mantenuto stretti legami, soprattutto in ambito economico con il paese iberico ancorchè tra momenti di seria tensione.

Nell’ultimo finesettimana due tra le città più importanti del regno, Fez e Tangeri, sono state teatro di alcune manifestazioni spontanee che rivendicavano soluzioni immediate per frenare il rincaro inarrestabile dei beni di prima necessità. Non moltissimi i contestatori in piazza, circa un centinaio a Fez, poco più a Tangeri, quasi subito dispersi dalle forze dell’ordine locali che, comunque, a differenza di quanto accaduto ieri in Sudan, hanno evitato di ricorrere alla repressione brutale. Segno evidente di quanto le autorità temano un repentino peggioramento della situazione interna.

 Tra gli slogans  scanditi dai partecipanti, la stragrande maggioranza giovanissimi, spiccava, quasi emblematicamente, quello che in maniera beffarda augurava a Mubarak di raggiungere presto il collega tunisino nell’esilio saudita. Molto malumore hanno poi suscitato gli aumenti salariali in favore dei poliziotti misura avvertita come una provocazione del governo in un momento di gravissima crisi.

Naturalmente gli organizzatori di questi primi eventi hanno annunciato ulteriori iniziative per i prossimi giorni. A partire dal 20 febbraio, quando un misterioso gruppo nato su Facebook e denominatosi “Movimento Libertà per la Democrazia immediata” si incaricherà di coordinare dei flashmob in tutte le principali città marocchine.

Il link alla notizia: http://www.elpais.com/articulo/internacional/Primeras/manifestaciones/Marruecos/elpepuint/20110131elpepuint_11/Tes

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