La Paura fa novanta

Il presidente algerino, Abdelaziz Bouteflika, ha annunciato oggi che lo stato d’emergenza vigente nel paese  da oramai 19 anni verrà revocato presto, senza però specificare ulteriori dettagli sulla data.

 La dichiarazione fa seguito al deposito di una proposta di legge mirante allo stesso obiettivo presentata da un gruppo di 21 deputati, appartenenti a diversi gruppi politici dell’Assemblea popolare nazionale.

Si tratta di una concessione abbastanza significativa visto che viene dopo che da parte governativa si era impedito lo svolgimento di una manifestazione organizzata dal RCD (Rassemblement pour la Culture et la Démocratie). Lo scorso 22 gennaio, infatti, un imponente schieramento di forze di sicurezza, in assetto di guerra, aveva circondato la sede di questo che è, forse, il più importante partito dell’opposizione, e chiuso qualsiasi via di accesso alla città di Algeri per evitare l’afflusso di iscritti e simpatizzanti.

 Anche in quel caso la richiesta dei manifestanti era l’abolizione del commissariamento della repubblica, misura che ha contribuito a stroncare la rivolta islamista degli anni ’90, ma che appare ora, e non senza motivo, un ostacolo non indifferente all’affermazione di una compiuta dialettica democratica.

 Dopo la mattanza causata dall’offensiva terroristica e dalla pesante risposta dell’esercito l’ordine, seppur a caro prezzo, è stato ristabilito e l’esecutivo ha anche avviato un processo di pacificazione concretatosi con un’amnistia per diversi responsabili minori dei disordini.

Ciononostante l’apparato repressivo allestito è rimasto in piedi puntellando la posizione dominante del FLN, partito alla guida dello stato dai tempi dell’indipendenza raggiunta nel 1962 dopo una strenua guerra contro la Francia, potenza colonizzatrice.

 Ma la crisi che sta colpendo il nordafica negli ultimi mesi non ha tardato a riverberarsi anche da queste parti. I tumulti per il carovita, esplosi ad inizio anno, hanno causato diversi morti e centinaia di feriti e soprattutto una consistente erosione della base di consenso del regime già debole in alcune regioni come la Cabilia per via del duro contenzioso con la minoranza berbera.

Ecco perché, anche ad Algeri, i padroni del vapore(e delle consistenti risorse energetiche,vero motore dell’economia nazionale) iniziano a guardarsi intorno ed a pensare che qualche ritocco consistente sia davvero necessario per superare l’incipiente bufera. Bisogna dire che non sempre la storia ha dato loro ragione visto che quasi ogni rivoluzione è stata preceduta da tentativi di riforma del sistema.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: