Il Paradiso ritrovato

Mentre Tunisia ed Egitto si dibattono in una tempesta epocale e il Marocco si appresta, forse, a conoscere uguale sorte, qualcuno, in mezzo all’Atlantico, si frega le mani.

 Le autorità delle Isole Canarie, infatti, hanno divulgato, non senza un malcelato orgoglio, dati sorprendenti riguardanti l’economia dell’arcipelago che , come noto, basa la propria esistenza sui proventi dell’industria turistica.

  Una sapiente miscela di prezzi accessibili e servizi efficienti costituisce la ricetta che ha assicurato a questa piccola realtà territoriale una crescita a ritmi da boom. Gli avvenimenti di queste settimane, tuttavia, giungono a corroborare ulteriormente l’inerzia positiva.

 Già, perchè i  paesi del Maghreb prima citati erano, a loro volta, mete privilegiate dei vacanzieri europei. Le rivolte che han fatto vacillare i governi locali, al potere da diversi decenni, si son portate appresso anche lo spiacevole inconveniente di una disdetta di massa da parte dei tour operators.

 Così dalle Piramidi e dalle glorie di Cartagine il flusso inizia a dirottare verso La Palma e Fuerteventura. I numeri dell’esodo sono davvero notevoli se si considera che nel solo mese di gennaio sono arrivati oltre 90000 villeggianti in più rispetto al 2010, un incremento pari a quasi il 12%. Ma non finisce qui. Le previsioni accennano alla possibilità di raggiungere quota 300000 prima di fine inverno.

 Un bollettino trionfale che ha, tuttavia, seminato qualche inquietudine tra i residenti preoccupati di non poter reggere le dimensioni dell’evento. Per questo motivo, con lungimiranza e soprattutto celerità, molte migliorie logistiche sono state messe in campo: dall’aumento degli slots aeroportuali a quello dei letti nelle strutture di ricezione.

 Un esempio di come il libero mercato e l’iniziativa imprenditoriale possano congiungersi ad una gestione politica prudente e per nulla invadente.

 Non dimentichiamo, oltre a ciò, come le Canarie, pur essendo parte costituente della nazione spagnola, oltre a godere dello status amministrativo di Comunità Autonoma è riuscita ad ottenere dall’UE(su sua richiesta) l’autorizzazione ad istituire la cosiddetta ZEC(Zona Especial Canaria) un regime di bassa tributazione fiscale(la più bassa del continente) atta a promuovere lo sviluppo sociale ed economico.

 Se aggiungiamo a tutto questo i benefici dell’esclusione dall’unione doganale europea abbiamo il quadro completo delle condizioni che hanno agevolato il “miracolo”.

Come si diceva un tempo: che cento fiori fioriscano,che cento scuole gareggino.

Il link alla notizia: http://www.elmundo.es/elmundo/2011/02/09/economia/1297276509.html

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2 Risposte to “Il Paradiso ritrovato”

  1. Dal momento che sono in cerca di un loco che possa accogliere i miei ultimi anni di vita, potrei iniziare a pensare a fare qualche sano investimento.

  2. lafayette70 Says:

    Idea niente male 🙂

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