Nel nome della Corona

Che la maggioranza di un paese dell’unione europea nutra scetticismo nei confronti della moneta unica non costituisce esattamente una novità.

 Se poi questo paese ha già in un passato non troppo lontano, esattamente nel settembre 2000, sanzionato con il proprio voto il rifiuto della divisa continentale abbiamo la conferma che un decennio di sforzi non son valsi a cambiare l’opinione dei cittadini, nonostante l’anatema proveniente dall’Eurotower.

 Il cattivo di cui parlo, si sarà desunto dalle informazioni, è il piccolo e prospero Regno di Danimarca. Il sondaggio, pubblicato dul “Copenhagen Post” di oggi offre numeri impietosi per gli zeloti della casa comune che siedono tra Strasburgo e Bruxelles.

 Interpellati in merito ad un’eventuale reiterazione del referendum di adesione, infatti, gli elettori danesi infliggerebbero una seconda, sonora bocciatura al quesito.Nello specifico, il no prevarrebbe con il 50% contro il 41% dei meglio disposti. Percentuale rimasta piuttosto stabile negli ultimi anni dopo un fugace rovesciamento che aveva spinto l’allora Premier Fogh Rasmussen(ora Segretario Generale della NATO) a proporre un’accelerazione della procedura per una nuova consultazione.

Ma dal 2007 gli umori negativi hanno ripreso vigore consigliando il Governo a scegliere la procedura della ratifica parlamentare per il claudicante trattato costituzionale europeo che, senza dubbio, sarebbe stato rigettato senza pietà come peraltro accaduto in Francia ed Olanda.

Oggi, i risultati del sondaggio smorzano alquanto le velleità dell’Esecutivo in carica nonostante  le premure di un altro Rasmussen, non parente del precedente, a capo di un gabinetto di coalizione liberal-conservatrice. Il Primo Ministro aveva, infatti, ammonito sull’importanza di una convergenza danese nel patto monetario vista l’annunciata volontà di rilancio franco-tedesca.

 Per nulla intimoriti dalla paternale i partiti minori, di destra e di sinistra, hanno iniziato un fuoco di fila incalzante che ,di sicuro, spingerà la maggioranza al Folketing a concentrarsi piuttosto sulle prossime elezioni legislative in programma per l’autunno. Troppo forte il timore che la questione euro possa offrire un prezioso assist in campagna elettorale per le forze della sinistra radicale e per il Partito del Popolo danese che appoggia, seppur esternamente, il Governo attuale.

 Molto del malumore nei confronti dell’euro è dovuto alla catastrofe di alcuni piccoli stati che avevano puntato tutto sul totem monetario ritrovandosi sull’orlo della bancarotta. I danesi temono di fare la fine di Grecia e Irlanda, stati con l’economia e le finanze oramai commissariate dalle autorità europee e,soprattutto, a dover contribuire pesantemente a ripianare debiti e deficit contratti dall’altrui imperizia.

 Tutto sommato un egoismo più che condivisibile…

Il link alla notizia: http://www.cphpost.dk/business/business/50961-danes-remain-sceptical-about-euro.html

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