Sfoghi

Trovo questo scaricabarile tra Governo ed opposizione italiana sulle tragiche vicende libiche semplicemente disgustoso.

 Ormai,fossero vere le ultimissime voci, ci troveremmo di fronte ad una repressione perfino più spietata di quella messa in atto dal regime comunista cinese in quel di Tien-An-men. L’unico paragone che regge ancora, per intenderci, è con il giro di vite contro curdi e sciiti per opera di Saddam Hussein. In quell’occasione furono utilizzati anche i gas,quelle armi di distruzione di massa poi misteriosamente sparite ai tempi dell’intervento anglo-americano.Ora, in compenso, a Tripoli e dintorni si ricorre ai bombardamenti e mitragliamenti aerei. Nulla da invidiare in efferatezza,come evidente.

A fronte di tutto questo, solo le miserabili invettive tra partitocrati che si accusano, reciprocamente, di aver legittimato il tiranno. I livelli di piaggeria dell’attuale Esecutivo sono stati davvero abominevoli. A suo tempo, per quel che vale appuntarsi al petto inutili patacche, commentai con i soliti toni piuttosto tranchantes ambedue le visite italiane dell’ospite nordafricano. Comprese, ovviamente, le ignobili pagliacciate del progettato conferimento di una laurea honoris causa al nostro e la processione all’esterno della tenda romana,dimora temporanea del Signor G.

 Non sono più un critico aprioristico della realpolitik e della ragion di stato, ma c’è modo e modo di trattare argomenti scabrosi come gli affari con un boia. E il modo tenuto nella circostanza è stato inqualificabile.

 Ma chi fa la morale a B, di questi tempi, farebbe bene a guardarsi allo specchio. Di sicuro vedrebbe un mostro ripugnante come nel celebre romanzo wildiano. Ha fatto ottimamente notare l’ottimo Carlo Panella, in un suo pezzo sul “Foglio”, la frenetica corsa del trio meraviglia, D’Alema- Prodi- Dini, ad accaparrarsi le simpatie dell’orco. Compreso un trattato firmato quando ancora vigevano le sanzioni verso uno stato sponsor del terrorismo islamico. Un gesto gravissimo. Che sta a dimostrare come la diplomazia nazionale poco sia mutata dalla prima repubblica in poi.

Come,infatti, dimenticare la soffiata craxiana ai tempi del possibile salvifico bombardamento reaganiano della capitale, nel lontano 1986?.

Ma non è solo la politica ad essere responsabile di quest’ignomignia. La grande industria di stato, quella adusa a conquistare profitti con l’aiuto dei potenti di turno ha più di un’onta da esibire. Pecunia non olet, lo so, ma anche qui dovrebbe esserci una misura. Altrimenti, poi, si finisce per assomigliare ad un qualsiasi apparato industriale del terzo mondo.

 La scelta di partners imbarazzanti sembra essere una nostra specialità, d’altronde. Non che gli altri siano da meno, ma la pervicacia nell’errore sembra essere caratteristicai nostrana e ci espone al ludibrio generale.

 Gli altri, dicevamo… a parte la coraggiosa battaglia solitaria dei radicali contro la ratifica dell’ennesimo pezzo di carta tra Jamahirie, poco altro. Un voto negativo di Casini e Di pietro, che qualcosa di buono nella propria vita dovranno pur averlo fatto. Era, ricordiamolo, un patto in funzione anti immigrazione clandestina. Intenzione di per sè nemmeno biasimevole, non credo all’accoglienza illimitata, ma l’accordo con il principale responsabile di un probabilissimo esodo ha denotato una miopia abissale. Al netto di qualsiasi retorica umanitaria non poteva funzionare. Le dittature e gli stati totalitari non sono in grado di gestire fenomeni complessi come l’immigrazione. Questo anche un cretino o una feluca qualsiasi avrebbe dovuto saperlo. Ed invece, siamo in attesa di un’emergenza biblica.

 Ma qualche parolina la meriterebbero di sicuro i padroni del vapore. In primis quell’unione europea, covo di burocrati panciuti, che ha avallato il cambio di stile e lo sdoganamento. Trasformando il mattatoio in un elegante salotto fin de siècle.

 Infine, tutto possiamo dire della vecchia politica atlantista, tranne che non ci avesse visto giusto. Esportare la democrazia con le bombe in molti casi si è rivelata strategia vincente: non staremmo a parlarne da qui, altrimenti. Ma esistono anche altre armi non senza efficacia e lo abbiamo constatato in queste settimane. Le vecchie amministrazioni USA, pur con tutti i loro errori madornali, sembravano aver presente questa massima. La penultima no. Aver dato fiducia ad un assassino che proclamava di aver rinunciato ad armi devastanti per poi ritrovarsi con lo stesso a destabilizzare un teatro delicato con mezzi più convenzionali non è stata davvero una gran mossa.

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